latendadiabramo

La Nuova Arca nasce nel 2007, da un gruppo di famiglie solidali provenienti da esperienze comunitarie ed ecclesiali comuni.

Sin dalle origini ci accompagna e orienta il volto di alcune donne coi loro bambini, che alcuni di noi nel 2006 già decidono di accogliere a casa propria.

Nel 2007 prende piede il progetto di costituire una casa famiglia mamma-bambino, come concreta testimonianza di prossimità e come risposta comunitaria alla loro situazione di difficoltà. Per questo da subito scegliamo come caratteristica del progetto la presenza stabile di una coppia adulta, per tutto il tempo necessario alla crescita della piccola comunità e perché si formi una nuova coppia ospite.

Dal 2009 a oggi sono Sara e Salvatore i coniugi che offrono questa testimonianza e questo servizio comunitario.

Il progetto di avvio della Casa Famiglia La Tenda di Abramo assorbe tutte le nostre energie tra il 2007 e il 2009, quando finalmente la casa famiglia è costituita e inaugurata in un villino messo a disposizione in comodato gratuito dalla Società San Paolo, per intermediazione della Fondazione Talenti, nella bellissima tenuta agricola di Porta Medaglia, tra Ardeatina e Laurentina alla periferia sud di Roma.

Nel 2010 otteniamo l’autorizzazione al funzionamento, e La Tenda di Abramo avvia regolarmente la sua attività di accoglienza di nuclei mamma bambino in situazione di difficoltà e svantaggio.

Nel 2010 prende corpo il primo nucleo del progetto di agricoltura sociale: in un pezzetto di terreno adiacente alla villa impiantiamo il nostro primo orto “solidale”, con l’obiettivo di offrire una prima piccola attività lavorativa alle nostre mamme e perché intuiamo il potenziale sociale e aggregativo che l’agricoltura porta con sé.

Sempre nel 2010 si costituisce “Meryem Ana”, l’Associazione di volontariato che ha come scopo promuovere, aggregare, formare e sostenere il volontariato, che nel frattempo è cresciuto e ha iniziato a popolare e animare la casa famiglia.

Nel 2011 acquisiamo 2 ettari di terreno agricolo nelle prossimità della Casa Famiglia e avviamo in modo più strutturato il progetto di agricoltura sociale, scegliendo come missione l’inclusione lavorativa di persone in maggiore difficoltà sul “mercato del lavoro”, la produzione biologica e la sensibilizzazione comunitaria alla dignità del lavoro e alla biodiversità, sia dei prodotti che delle forme di impresa economica.

Nel 2012 costituiamo La Nuova Arca Società Agricola Impresa Sociale S.r.l., una delle pochissime iniziative imprenditoriali realizzate ai sensi del D.lgs. 155/2006, il primo dispositivo che in Italia inquadra e disciplina le impresa sociali, cioè quelle imprese che “esercitano in via stabile e principale un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale”. Otteniamo la certificazione biologica dei nostri prodotti. Cresce e si sviluppa nel frattempo la rete dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) che aderiscono alla nostra proposta, e si approvvigionano continuativamente dei nostri prodotti “bio”.

Nel 2013, in risposta alla grande sfida dell’inclusione sociale effettiva e duratura delle nostre mamme e di tutte le ospiti temporaneamente accolte coi propri figli nelle case famiglia romane, prende piede la progettazione di Mam&Co., come strategia miratamente, intenzionalmente e connaturatamente comunitaria finalizzata all’inclusione sociale e lavorativa dei nuclei mamma bambino.

Nel 2014, anche grazie al contributo della Fondazione statunitense Arethè, il progetto Mam&Co viene avviato. Vi partecipano come partner anche Borgo Ragazzi don Bosco e Associazione Oasi. Ci diamo come scopo la realizzazione di un sistema comunitario basato sull’apporto delle reti di volontariato familiare all’inclusione dei nuclei mamma bambino in difficoltà, sia dopo che in alternativa alla casa famiglia. Strutturiamo un processo di orientamento e accompagnamento al lavoro e di supporto alla ricerca di alloggio, in una sperimentazione che coinvolge in due anni almeno venti nuclei e si svolge sull’intero territorio di Roma, in collaborazione con le altre case famiglia e coi servizi sociali territoriali.

Alla fine del nostro percorso vogliamo consegnare alla città e alle sue istituzioni un modello di intervento più efficiente ed inclusivo dell’attuale, perché più aperto, più e flessibile e più integrato con gli apporti che la comunità, nelle sue espressioni istituzionali e di cittadinanza, è in grado di offrire verso il superamento della condizione di svantaggio delle donne.