La nostra risposta a un'economia malata

Pregnant woman in kitchen eating a salad smiling

Terra, lavoro e dignità. No, non è il titolo di un film di Ken Loach. E neppure la sintesi giornalistica di un discorso a braccio di papa Francesco, che pure sul tema del lavoro e della dignità è tornato più volte (ad esempio qui e qui). È “soltanto” l’obiettivo programmatico che ci siamo dati come Agricoltura Solidale:

  • Terra, cioè dono buono da coltivare e rispettare;

  • Lavoro cioè umanità in azione, creatività in dialogo fecondo con tutto ciò che la circonda;

  • Dignità, connaturata all’uomo certo, ma sempre da esprimere e affermare nella società. E “lavoro” è la parola che meglio esprime la dignità dell’uomo.

Come tutti gli obiettivi programmatici, anche il nostro non esisterebbe senza occasioni di realizzazione concrete. Così la nostra squadra agricola cresce, lieta ogni volta di poter offrire un’opportunità a chi di porte sbattute in faccia ne ha ricevute tante, nella convinzione che un’economia che si prende il lusso di scartare le persone è un’economia malata, dis-economica e senza futuro.

La scorsa settimana è stata la volta di Cosmin, un giovane che ci è stato segnalato da una cooperativa sociale che si occupa di inserimento lavorativo, e che siamo stati felici di accogliere. In questo momento Cosmin, che ha qualche difficoltà, si sta ambientando e sta pian piano scoprendo il suo nuovo lavoro, assistito dai suoi tutor. È probabile che si occuperà di gestione di tutti gli aspetti di qualità degli spazi verdi della nostra casa famiglia La Tenda di Abramo, per cui chi di voi viene a prendere da noi i prodotti… si prepari a conoscerlo!

Antonio Finazzi Agrò

In dialogo con voi: scrivete qui i vostri suggerimenti

Buone cose ARCA_lowL’invito è per tutti i nostri amici dei GAS e nasce dalla volontà di mantenere un canale di dialogo aperto e continuativo con tutti voi. Ogni giorno siamo in contatto con i referenti dei tanti Gruppi d’Acquisto con cui stiamo intessendo e consolidando relazioni vitali e costruttive. Ciascuno condivide con noi le sue riflessioni e si fa portavoce di quelle che maturano all’interno del proprio Gruppo di riferimento, aiutandoci a mantenere alta l’attenzione verso fattori a noi molto cari e che vogliamo periodicamente ricondividere, per accertarci di essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda… e capite bene quanto sia importante questo quando si è a bordo di un’arca!

In attesa di incontrarvi tutti di persona, vorremmo chiedervi di cominciare a scambiare le vostre proposte e idee in calce a questo post, inserendo un vostro commento, con particolare riferimento ad alcuni temi:

  • principi e criteri comuni sulla base dei quali individuare prodotti e produttori da proporvi;
  • prodotti particolari che vorreste nel paniere, che potremmo mettere a coltura nel nostro campo (se possibile) o cercare produttori da cui rifornirci per consegnarveli assieme alla vostra spesa settimanale;
  • proposte di collaborazione per iniziative comuni.

Aspettiamo con curiosità i vostri suggerimenti! GRAZIE

 

“Nuovi campi aperti” a la Nuova Arca

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A La Nuova Arca, lo scorso sabato 7 febbraio, è stato un bel giorno di nuovi incontri e nuove esperienze. Una quindicina di ragazzi dai 14 ai 22 anni sono venuti a trovarci accompagnati da volontari e operatori di diverse realtà sociali* nell’ambito del progetto Nuovi Campi Aperti, promosso dalla cooperativa KAIROS con lo scopo di mettere a punto «la sperimentazione di modelli di intervento per ragazzi e giovani in situazioni di disagio, integrando i fattori educativi con quelli produttivi e del lavoro».

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La mattinata si è svolta con gran serenità e qualche raggio di sole che ci ha permesso di fare un bel giro nel nostro campo, per conoscersi e far conoscere la nostra realtà di lavoro, di produzione e di solidarietà. I ragazzi si sono molto incuriositi nel vedere la grandezza e la varietà del nostro orto, e insieme alla squadra agricola si sono cimentati nel riconoscimento dei vari ortaggi. Tornati alla base, in casa famiglia, hanno potuto toccare con mano l’attività di distribuzione, preparando delle cassette sotto la nostra guida. Infine, abbiamo preparato insieme qualche platò con semi di zucca selezionati in precedenza dalle nostre zucche, e li abbiamo riposti al riparo, in attesa che la temperatura sia idonea per lo spuntare dei germogli.

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Questa attività, molto “terra terra”, ha avuto un gran valore metaforico. Il primo seme, che insieme poniamo all’inizio di questo viaggio, speriamo possa crescere e maturare in ognuno dei ragazzi; possiamo sperare che l’esperienza del progetto Campi Aperti, nella nostra realtà sociale, veda ciascuno di quei ragazzi crescere e maturare insieme a noi, per un’alternativa vera, di lavoro e di dignità.

La giornata si è conclusa con un buonissimo pranzo preparato dalle operatrici e le mamme della casa famiglia. Nel confronto diretto con i ragazzi e gli educatori, è stato subito chiaro che il cammino è appena iniziato, e continuerà; entusiasmo e curiosità sono stati espressi da tutti, e alcuni dei ragazzi si vedevano già “comodi” in alcune mansioni de La Nuova Arca: chi alla distribuzione, chi nell’orto, chi già sul trattore!

Torneremo a parlarvi di questo progetto molto presto; già stiamo preparando il calendario insieme agli operatori delle strutture partecipanti. Un calendario che vedrà la presenza in gruppetti dei ragazzi, in modo da poter fare serenamente e seriamente le attività di formazione insieme alla squadra agricola.

Matteo Di Buduo

*  Hanno partecipato: Centro di Aggregazione Giovanile Il Formicaio (Santa Palomba), L’Associazione di volontariato Il Ponte d’Incontro (che opera a Laurentino 38) e I Ragazzi del Muretto.

Terre di Palike ci dice “grazie!” e rilancia per gennaio

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Cari amici, riceviamo e pubblichiamo integralmente un messaggio che ci arriva dai nostri amici di Terre di Palike (già Terre Forti), i quali ci ringraziano dell’attenzione che stiamo prestando alle loro arance, perché stiamo consentendo loro di portare avanti un progetto sociale ed economico importantissimo, e rilanciano per un nuovo ordine già a partire da questo mese.

Non solo: ci terrebbero ad ospitare in Sicilia, qualche giorno, una delegazione dei GAS di Roma, per rendervi partecipi degli sviluppi del progetto e ricevere consigli, osservazioni, opinioni sugli indirizzi futuri.

Forza, allora: attendiamo i dati del vostro ordine e siamo pronti a mettervi in contatto con i nostri amici siciliani per rafforzare ancor di più questa importante, proficua, significativa relazione!

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“Grazie da parte di tutti i ragazzi di Terre di Palike per aver scelto le nostre arance, siamo spiacenti per i ritardi dovuti ai problemi di maturazione, questo ci ha costretto a selezionare le arance mature a scapito dell’attenzione che solitamente mettiamo nell’equa distribuzione delle varie pezzature, ma ci teniamo a rendervi partecipi del piccolo miracolo che sta avvenendo grazie alle vostre spremute e scorpacciate delle nostre arance biologiche.

State rendendo possibile, in un territorio dove l’agricoltura viene abbandonata e l’età media degli agricoltori è di settant’anni, la nascita di un sistema lavorativo orizzontale, dove i protagonisti sono tutti giovani dai venticinque ai trentacinque anni.

Siamo pronti a lanciare un nuovo ordine per il mese di gennaio e vi assicureremo un ottimo prodotto.

Da consumatori critici quali siete vorremmo poter condividere la totalità del nostro sistema lavorativo e delle attività che svolgiamo sul territorio.

Per questo invitiamo alcuni responsabili del circuito g.a.s. Di Roma a passare qualche giorno insieme a noi, ospiti della tranquilla e accogliente campagna siciliana, in modo da poter sublimare la nostra sinergia e accettare anche qualche consiglio per poter migliorare. In fondo voi siete i nostri co-produttori e la condivisione e la conoscenza diretta sono fondamentali. I g.a.s. di Milano sono già venuti, coraggio! Vi aspettiamo!

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Ricordiamo che per poter tenere basso il costo della spedizione usufruendo dei trasporti per il mercato ortofrutticolo, l’accordo stipulato prevede un minimo di 4 pedane, così sarà possibile dare un contributo alla realtà de La Nuova Arca, che reinveste nell’impegno sociale tutto il ricavato del progetto arance.

Allora via con gli ordini! E a presto!” 

Emanuele Feltri

Terre di Palike

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Qualche consiglio utile contro gli sprechi

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Gli sprechi non ci piacciono e vogliamo, anzi dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per evitarli.

Abbiamo parlato spesso, ultimamente, dei problemi connessi alla sovrapproduzione estiva e delle nostre preoccupazioni a riguardo.

Quello che forse non abbiamo ancora fatto è offrire qualche consiglio utile a conservare per l’inverno prodotti coltivati in estate: molto si può fare, ad esempio con le erbe aromatiche.

Vi postiamo qui qualche consiglio interessante per mantenere il basilico fino all’inverno.

Prima di tutto, conservate solo le foglie ed eliminate gli steli. Poi lavate bene le foglie sotto il rubinetto o in recipiente. Successivamente, con un colino abbastanza grande, scolate l’acqua e asciugate ogni foglia di basilico, molto delicatamente, con dei tovaglioli di carta.

Prendete le foglie e mettetele nel frullatore, senza però riempirlo troppo, le foglie non devono essere ammassate. Dopodiché dovrete condirlo con qualche goccia di olio extravergine di oliva, che lo manterrà nelle condizioni ideali. Mettete il tutto in un contenitore adatto a mantenere gli alimenti nel freezer, oppure negli stampi per il ghiaccio, che è ideale per il basilico, perché lo mantiene nella quantità limitata che vi consentirà, nei mesi a venire, di scongelarvelo poco a poco.

Le foglie forse vi sembreranno più scure, ma il sapore del basilico resterà ottimo.

Il gioco è fatto e, soprattutto, lo spreco è evitato.

Il tempo della semina

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Carissimi, questa volta abbiamo tantissime notizie flash, che riguardano ben due settimane, ma non si sono ovviamente fermate le attività che invece sono state tante ed intense.

Martedì scorso si è concluso il tirocinio di Williams che per 5 mesi ha collaborato con Euridice e Mariano nelle attività di Immagine Responsabile. Con i soldi guadagnati e con il bagaglio di competenze maturate con questo tirocinio ora è già rientrato in Africa dove intanto potrà finalmente riabbracciare sua moglie e suo figlio di 2 anni che lo stanno aspettando e lì vedrà se vi è la possibilità di fermarsi o se deve per forza lasciare nuovamente il paese. In ogni caso ci terremo in contatto e gli auguriamo le cose più belle con la gioia di averlo potuto un po’ aiutare in un momento per lui difficile. Un grazie tutto speciale al nostro Mariano che ha accompagnato costantemente questo tirocinio trasferendo competenze e , specialmente nell’ ultimo periodo, accompagnando Williams per le vie di Roma per catturare insieme a lui immagini e trasferire tecniche “ di mestiere” del fotografo. Grazie, Mariano.

Benvenuto a Matteo che si è aggiunto da tre giorni alla nostra squadra agricola in cui porta la sua passione ed il desiderio di poter contribuire, con il suo lavoro e la sua competenza, alla nostra missione ed al benessere dei nostri clienti e dei nostri lavoratori. Benvenuto, Matteo.

Si sono costituiti alcuni nuovi GAS a sostegno delle nostre attività agricole (grazie, Cetriolo Blu!) e il susseguirsi  di  festività non ha ovviamente fermato il lavoro in agricoltura, che è proseguito mettendo in campo ora più di 20000 piantine!

Ricordiamo infine nuovamente che è tempo di sensibilizzazione per il 5×1000. Vi chiediamo per piacere di sponsorizzare presso le persone che conoscete questo piccolo gesto che però può portare grandi frutti  che negli ultimi anni ci sono stati molto di aiuto nelle difficili situazioni economiche in cui spesso ci troviamo. Basterà prendere il numero di Codice Fiscale che è 09493391008 e scriverlo sulla propria dichiarazione dei redditi o darlo al proprio commercialista. In sede potrete anche trovare i bigliettini da dare agli amici e conoscenti perché li tengano in portafoglio ed al momento giusto li abbiano a portata di mano per inserirli in dichiarazione o a loro volta dargli agli amici. 5 semi per 1000 frutti !!!

Ci sarebbero tante altre notizie e siamo sicuri di averne dimenticate di importanti e di non aver detto tanti grazie che invece andavano detti. Scusateci sin da ora. Vi chiediamo per piacere di segnalare quanto di importante vi sembra occorra e che riteniate sia bello condividere. Saremo felici di diffonderlo.

Riempiamo la nostra storia comune con il contributo di ciascuno di noi, cioè della nostra ricchezza che è veramente unica.

Di pistacchi, di storie e di speranze

Da Bronte, Sicilia, ci arrivano nuovi dettagli sulla consegna dei pistacchi.

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Salvatore e Sara hanno incontrato Claudio e Adele, nella pistacchieta che da sempre è di proprietà della famiglia. Dopo questo incontro, ci raccontano, “oltre al pistacchio che avevano accuratamente preparato, abbiamo riportato a Roma con noi la piacevolissima sensazione della scoperta di un territorio dalla bellezza e ricchezza  selvaggia. Alle pendici dell’ Etna, in una vallata caratterizzata da montagne brulle, in mezzo alle pietre laviche testimoni silenti di eruzioni che si susseguono da millenni, la sapienza dell’ uomo, in armonia con la natura, ha saputo trarre dalla pietra ‘oro verde’”.

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“Bisogna andarci”, proseguono, merita un viaggio per scoprire la meraviglia e la bellezza del paesaggio e delle piante del pistacchio che sorgono in mezzo ai sassi neri coprendoli di una macchia verde che si estende a perdita d’ occhio. E a vedere le foto c’è da credergli.

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Le piante producono ogni due anni, negli anni dispari: pertanto adesso solo poche piante hanno il caratteristico grappolo bianco e rosso, proponendo invece un  orizzonte intenso pieno di verde di foglie e di nero di roccia.  

Le case in mezzo ai pistacchieti sembrano raccontare di grandi riunioni familiari al tempo della raccolta, di fatiche e di socialità rurale, di gesti ripetuti per generazioni e generazioni, da sempre, nella speranza che dopo la raccolta  il prodotto possa trovare il giusto prezzo, per divenire cibo, vestiario, casa, dote per le figlie da maritare, studio per i figli.

“La storia che ci racconta Claudio”, dicono Salvatore e Sara, “è quella di un ingegnere dalle molte passioni, inclusa quella  degli orologi alle pareti che riportano i vari orari del mondo. Quelle più forti sono però sempre la stesse: per i pistacchi, per  le mandorle, per le arance, per le olive. I costi di produzione sono troppo alti rispetto a quanto il grande commerciante paga il prodotto ed allora al piccolo produttore non resta che bere o affogare. E oggi molti di loro affogano. Nel senso che il piccolo produttore che con grande fatica ha fatto studiare i propri figli [è il caso dei genitori di Claudio ed Adele] non crede più che la fatica dell’agricoltura dia la soddisfazione dovuta, anche nel caso dell’’oro verde’, a loro pagato molto poco. Ci sono poi commercianti del luogo non sempre ‘trasparenti’, che mescolano il raccolto con prodotto proveniente dall’ est, comprato a costo ancora più basso, e lo rivendono a caro prezzo, come prodotto originale di Bronte”.

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Non tutti sono così ovviamente, ha precisato Claudio nell’intervista, e fortunatamente ci sono molte persone che stanno combattendo la loro battaglia: sia in termini di genuinità di prodotto che di filiera corta. Ecco perché Claudio è così riuscito a rilanciare, anche all’ interno della sua stessa famiglia, la speranza che nuovi mercati e prezzi equi si possano integrare e che una nuova battaglia di trasparenza e speranza possa essere lanciata, anche con il contributo dei GAS che si pongono in maniera critica a difesa del piccolo produttore e della trasparenza.

Certo è solo l’inizio. Ma si può e deve provare. “Ed è così”, raccontano Salvatore e Sara “che ci siamo trovati insieme: produttori che credono, anche a molte centinaia di chilometri di distanza, che è possibile cambiare le regole della attuale economia, che non crediamo sia dispensatrice di benessere. E queste regole vogliamo imparare a cambiarle insieme. Insomma siamo stati davvero contenti di incontrare, attraverso Claudio ed Adele, una nuova generazione che crede che la trasparenza e la genuinità in agricoltura siano valori che pagano e che possano divenire base di una economia civile  che può crescere”.

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La Nuova Arca e lo yogurt Barikamà

Cari amici, per chi ancora non lo conosce, vi presentiamo Abu.

La sua storia e il suo progetto possiamo ascoltarli direttamente da lui.

Il progetto di cui ci parla Abu ha preso il via nel 2010, poco tempo dopo i fatti di Rosarno. Abu e molti suoi amici (tra questi Dauda, che nella giornata di condivisione del 18 maggio abbiamo avuto il piacere di conoscere) vennero portati a Roma, dove in sostanza avevano l’obbligo di ricominciare da zero la loro vita: senza contatti, senza un lavoro, senza soldi.

Abu e i suoi amici hanno conosciuto una ragazza, che produceva in proprio marmellate e si è offerta di aiutarli: gli ha insegnato a fare lo yogurt e loro hanno iniziato a distribuirlo in città viaggiando in bicicletta, secondo una logica di mercato terra-terra. E così è nato questo progetto straordinario, lo yogurt solidale che si chiama Barikamà. Hanno iniziato con 10 litri a settimana, ora sono arrivati a duecento e le loro bici sfrecciano da un mercato all’altro in tutta Roma. Ma attenzione, la bellezza di questa storia di amicizia e di solidarietà non è finita qui: Abu e i suoi amici, che non a caso si chiamano “fratello” l’uno con l’altro, hanno deciso di riunire i proventi della vendita dello yogurt in una cassa comune e di ripartirli con una tessera a punti.

Nel racconto di domenica 18 non sono mancati momenti divertenti, pur  nel racconto di una storia di lavoro, di riscatto, di sudore. Dauda ci ha raccontato della paura che avevano i primi acquirenti dello yogurt: “ma è buono questo yogurt? Sicuri? Mi posso fidare, lo posso mangiare, non mi fa male?”. Qualcuno, dalla platea, volendo irridere il pregiudizio di questi primi avventori e l’imbarazzo che doveva aver creato ai ragazzi di Barikamà, ha detto scherzando a Dauda: “dicevano così perché avevano paura che se mangiavano lo yogurt diventavano neri”. Dauda ha riso e ha risposto: “no avevano proprio paura di morire!”.

Beh noi possiamo dirvi per certo che troviamo eccellente lo yogurt di Abu e dei suoi amici e che siamo dei fan sinceri sia del prodotto che del progetto.

Un’ultima cosa: Abu il 18 maggio non ha mancato di ricordare non solo che lavora pure nell’orto della Nuova Arca, ma anche che quest’anno abbiamo seminato tanto e varie colture sono ormai pronte.

Non mancate di contattarci, mi raccomando.

A presto con altre storie video storie di solidarietà ed economia responsabile dalla Nuova Arca.