Il Lazio detiene il triste primato della più alta percentuale di nuclei familiari costituiti da mamme sole, 250.000 e di questi 6.500 vivono nella Capitale in condizioni di povertà assoluta. Se si considerano, oltre ai fattori economici, altri fattori di svantaggio come le violenze, la solitudine, le patologie psichiatriche e la carenza di reti parentali, il numero di nuclei vulnerabili mamma/bambino residenti a Roma sale fino a circa 10.000, con almeno 15.000 bambini coinvolti.

I servizi residenziali, in tutto il Lazio, contano appena 50 strutture preposte all’accoglienza delle mamme con i loro bambini, per un totale, nel 2016, di 550 donne e 700 bambini ospitati. Gli altri nuclei ricevono supporto dai servizi sociali in diversi modi, dall’assistenza domiciliare al sostegno scolastico, fino all’aiuto materiale, ma non è sufficiente. Il ritardo con cui questi nuclei sono individuati e presi in carico dai servizi territoriali, provoca spesso una cronicizzazione del disagio e questo ha conseguenze drammatiche sullo sviluppo del bambino, che assorbe anche inconsapevolmente i disagi della madre. È questo il contesto da cui nasce il progetto #crescereinsieme, che unisce 14 organizzazioni fortemente radicate sul territorio e con un’esperienza pluriennale sul campo, per migliorare l’efficacia e l’efficienza degli interventi a sostegno dei nuclei fragili mamma/bambino e contrastare la povertà educativa.

Il modello di intervento che proponiamo è di tipo integrato e mira alla costituzione di una comunità educante, in cui ciascuno faccia la sua parte, dalle Istituzioni, alle reti sociali di vario tipo, incluse le famiglie e i singoli cittadini. Vogliamo accogliere e accompagnare queste donne insieme ai loro bambini, sostenerle nella ricerca di un lavoro dignitoso che restituisca loro autonomia e serenità, nella ricerca di una casa in cui poter essere famiglia.

Per farlo bene, dobbiamo #crescereinsieme. E tu, vuoi #crescereinsieme a noi?

 

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