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La Nuova Arca e Borgo Ragazzi Don Bosco

Relazione. Incontro. Accoglienza.
Parole che esprimono una nostra ambizione quotidiana, un progetto permanente, una prospettiva cui far tendere e finalizzare ogni nostra scelta.
E il rapporto che abbiamo instaurato con la comunità di Borgo Ragazzi Don Bosco, che qui Cecilia riassume benissimo, esemplifica perfettamente cosa possa poi generare, nella realtà, questa visione.
La prima cosa che accomuna la Nuova Arca e la comunità di Borgo Don Bosco è l’accoglienza. La vocazione della loro comunità è infatti la cura di adolescenti con forte disagio: a loro propongono dunque percorsi formativi che rispondano a ciò che loro possono effettivamente dare in quella fase complicata della loro vita. Nel tempo, la comunità ha attivato anche dei corsi professionali, tra cui uno per estetista e un altro di giardinaggio. La dimensione educativa però era “monca”: bisognava creare un rapporto con l’esterno, che spesso dai ragazzi viene percepito come un pericolo.
La Nuova Arca ha offerto la possibilità di svolgere esperienze professionali di tirocinio compatibili con le fasi cicliche meno alte, più difficili dell’adolescente, che in contesti imprenditoriali puri non troverebbero altrettanta attenzione e sensibilità.
Questa dimensione di rete, di servizio e di solidarietà, consente ai ragazzi di trovare un senso di appartenenza in comunità affidabili, etiche e accoglienti.
Alla casa famiglia che Borgo Don Bosco ha creato a Centocelle si sono avvicinate, nel tempo, tante famiglie del quartiere, che hanno poi fondato un “movimento di famiglie affidatarie e solidali”.
Anche la Nuova Arca è al fianco di questa grande comunità, per offrire un’opportunità educativa incisiva e duratura.

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