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Category Archives: Integrazione

Grazie di cuore per il tuo aiuto

Siamo lieti di condividere i risultati della campagna “Chiusi a casa, col Cuore Aperto”, attivata due mesi fa, che finora ha raggiunto 74 donazioni, per un totale di 12.450€, ed ha aumentato le ore di volontariato a sostegno della casa famiglia.
La quarantena è stato un tempo di timore e di attesa, nel quale abbiamo sperimentato disponibilità, affetto e vicinanza da parte di tantissime persone, permettendoci di trovare nuove strategie per lavorare ed educare in condizioni di assoluta protezione: i corsi di cucina, per esempio, sono continuati in modalità virtuale, mantenendo la loro frequenza settimanale.Mentre sono aumentate le opportunità per giochi, film, letture, attività motorie, nuove ricette in cucina, giardinaggio, dando vita a giornate uniche e riscoprendo insieme la bellezza delle piccole cose.

Questo breve servizio del TG2 Storie mostra proprio la quotidianità della vita in casa famiglia e la continua vicinanza delle nostre operatrici durante la pandemia. Le sfide che le mamme e i loro bambini dovranno affrontare nei prossimi mesi saranno, comunque, ancora più difficili: non sappiamo quanto tempo sarà necessario per riattivare il mercato del lavoro, e il clima di sospensione che tutti respiriamo per le mamme può essere ancora più pesante, perché allontana verso un domani indefinito la loro possibilità concreta di ripartire e costruire un futuro autonomo con i propri bambini.Per questo, a La Nuova Arca abbiamo deciso di attivare immediatamente per loro dei tirocini nella nostra azienda di agricoltura biologica, un settore produttivo in rapida espansione e con significative potenzialità di impiego. In tal modo, le mamme potranno uscire di casa per acquisire nuove competenze e migliorare il proprio CV, aumentando così la fiducia in sé stesse. Allo scopo di assicurare la necessaria liquidità a questo programma, abbiamo deciso di investirvi la totalità del ricavato della Campagna “Chiusi in casa…” e delle nostre prossime azioni di raccolta fondi.

Se vorrai, e se potrai, ti proponiamo dunque altri modi per continuare ad accompagnarci nella nostra missione:

    • destinare il tuo 5×1000 a La Nuova Arca – Codice Fiscale 09493391008 – un gesto semplice, che non ti costa nulla, ma per le nostre mamme è molto importante
    • partecipare alla nostra Lotteria di Primavera e diffonderla tra i tuoi contatti: i biglietti costano solo 2€ l’uno; si possono anche ordinare con questo modulo online e ricevere a domicilio (per acquisti di 5 o più biglietti). Puoi comprare i biglietti fino al 10 giugno; l’estrazione avverrà il 15.

 

Ordina i biglietti

 

Grazie di far parte di una comunità solidale che protegge i più fragili e non fa pagare loro il prezzo più alto di questa crisi.

 

Contiamo ancora su di te!

 

La comunità de La Nuova Arca 

#AMENODIUNMETRO, a La Tenda di Abramo

 

In una casa famiglia c’è chi lavora, come gli operatori e le operatrici.
C’è chi vi abita, nel nostro caso mamme e bambini.
E c’è chi offre il proprio tempo libero per aiutare chi ha bisogno, come i volontari.
Ognuno, secondo i propri occhi e il proprio cuore, ci ha raccontato cosa vuol dire essere parte di una realtà solidale, dove accoglienza, attenzione ai più fragili e condivisione si respirano e si toccano con mano, ogni giorno.

 

La Tenda di Abramo, vista da un’educatrice

Francesca è un’educatrice professionale della cooperativa La Nuova Arca. Lavora al fianco di mamme coi loro  bambini in situazione di vulnerabilità sociale, accolte presso la casa famiglia La Tenda di Abramo, ed è responsabile dei progetti di “semi-autonomia”, per il loro graduale reinserimento sociale dopo la casa famiglia.

Nell’intervista ci parla del suo lavoro, in questo difficile momento di emergenza sanitaria e sociale.

Perché hai scelto di lavorare in casa famiglia?
Perché mi piace. Mi ritengo fortunata perché fino ad ora ho sempre potuto fare il lavoro che mi piace davvero: questo!
Perché con le mamme e coi loro bambini?
Mi piace veder crescere i bambini, ascoltare e raccontare storie, ridere e consolare. Mi piace vivere giornate intere in una casa dove corrono, litigano, urlano, si arrabbiano, ridono, piangono, chiedono i piccoli e i grandi perché della vita.
Mi piace aver imparato da loro che accettare di non aver sempre tutte le risposte è una possibilità della vita.
Mi piace, soprattutto, veder (ri)fiorire le loro mamme, accorgermi dei loro piccoli traguardi, così come dei loro grandi e dolorosi “scivoloni”, accogliere le loro lacrime come le loro risate, camminarci accanto nella conquista di nuovi spazi, mentali e fisici, di sicurezza, autonomia, sogno di vita buona e migliore.
Oltre a loro poi, ci sono preziose colleghe e tanti volontari che ci supportano e condividono con noi la quotidianità.
E oggi come stai? Come stanno mamme e bimbi?
In un tempo come quello che stiamo vivendo, di “normalità sospesa”, di paure che paralizzano, di attesa di buone nuove, la scelta – perché di scelta per ciascuna di noi operatrici si tratta – di esserci, di continuare a garantire il servizio h 24, ci rende testimoni di presenza, di fattiva disponibilità, di operativo affetto e vicinanza. Tutte cose che i nuclei da noi accolti hanno potuto sperimentare molto poco nelle loro vite.
Allora si cerca di dar vita a giorni uno diverso dall’altro, con temi e frasi su cui riflettere, giochi, film, letture, attività motoria, nuove ricette in cucina, giardinaggio.
Non per esorcizzare, ma per riscoprire insieme la bellezza delle piccole cose.
Ogni vita ha uno sguardo, una storia da ascoltare, delle fragilità da custodire, nuove opportunità da intravedere e cogliere insieme.
C’è una grande, inimmaginabile bellezza nel tornare a casa affaticata, pensierosa, divertita, stimolata a far meglio o a cambiare strategie. La bellezza di sentirsi parte di un incontro che, in modi sempre diversi, apre nuovi orizzonti di vita.
Spero che questo tesoro non si perda o si disperda, che si possa continuare a prendersi cura delle donne e dei bambini come meritano, che ci si accorga che esistono, che resistono e che meritano di essere visti e protetti; perché il buon vivere di una buona società e di un grande Paese si misura, soprattutto, dal suo sguardo sulle fragilità silenziose.

Sono tanti gli operatori e le operatrici sociali che, come Francesca, continuano a lavorare senza sosta, anche in piena pandemia.
Per loro la distanza sociale è quasi impossibile da mantenere. Anzi, è proprio ciò che con il loro lavoro, sono chiamati ad abbattere.

Per questo, anche noi de La Nuova Arca, ci siamo uniti all’appello che le rappresentanze sociali e le case famiglia hanno lanciato alle Istituzioni.
Con la campagna #AMenoDiUnMetro abbiamo chiesto al Governo di non cadere nella tentazione di tagliare i fondi per il sociale, ma di pensare a un programma di sostegno per tutte quelle realtà che accolgono persone con disabilità, minorenni, madri con figli in condizioni di fragilità, anziani, persone senza fissa dimora.

Chiediamo di non dimenticare le persone più fragili e di valorizzare concretamente gli operatori del terzo settore, che anche in emergenza sanitaria, operano a meno di un metro di distanza.

Appello alle Istituzioni: no ai tagli al sociale

“Stare a meno di un metro di distanza è il nostro lavoro. Il Governo non ci lasci soli in questa emergenza. Al più presto, un programma speciale di sostegno per i più fragili. No alla tentazione dei tagli al sociale”

 

Si chiama #AMenoDiUnMetro, l’appello rivolto alle istituzioni da Casa al Plurale, AGCI, Agevolando, Centro Astalli, CNCA nazionale e Federazione CNCA LAZIO, CNCM, Confcooperative Federsolidarietà, Forum Terzo Settore Lazio, Legacoopsociali Lazio e sostenuto anche da La Nuova Arca attraverso la Rete Mamma-Bambino Lazio Mam&Co. e il progetto #crescereinsieme. 

“Cuore pulsante della società”, così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel suo ultimo messaggio agli italiani, ha definito il ruolo del volontariato e del non profit: è un riconoscimento chiaro dell’importanza, del valore di chi si impegna per gli altri, ma il terzo settore non è soltanto quello chiamato ad occuparsi della distribuzione dei buoni spesa per le persone in difficoltà.
Anche in questo momento di emergenza nazionale, migliaia di persone fragili vivono in case famiglia, nelle comunità alloggio e sono centinaia gli operatori sociali che stanno portando avanti il proprio lavoro con forza, consapevolezza e, sicuramente, a meno di un metro di distanza.
In piena pandemia Covid-19, si prendono cura delle persone con disabilità, di minorenni, di madri con i figli in condizioni di fragilità, di anziani, di persone senza fissa dimora. Lo stanno facendo e continueranno a farlo.
Ma hanno bisogno di sentire le Istituzioni schierate a protezione, insieme a loro, delle fasce più fragili della nostra società, consapevoli di questo importantissimo servizio che gli operatori sociali svolgono a nome e per conto di tutta la comunità.
A sollecitare maggiore attenzione e un piano ad hoc per le persone più vulnerabili sono Casa al Plurale, AGCI, Agevolando, Centro Astalli, CNCA nazionale e federazione CNCA LAZIO, CNCM, Confcooperative Federsolidarietà, Forum Terzo Settore Lazio, Legacoopsociali Lazio, Rete Mb Lazio Mam&Co.
Operatrici e operatori, volontarie e volontari non hanno mai smesso, da quando è cominciata l’epidemia di coronavirus, di prendersi cura di chi è più fragile, mettendo a tacere anche le paure personali: come si fa a vestire, imboccare, una persona con disabilità a distanza di un metro? Come si fa a consolare un bimbo che piange restando a distanza? Come si fa a farlo se mancano persino i dispositivi di protezione individuale?
Per loro e per il personale che con loro opera, per continuare a fornire servizi già ora economicamente insostenibili, va previsto un piano di sostegno economico specifico dopo la fine dell’emergenza, in controtendenza a quanto avvenuto negli ultimi anni, che hanno visto un continuo e significativo taglio alla spesa sociale, affermano le Associazioni e gli enti coinvolti nell’appello.
La richiesta – rivolta a tutti i poteri dello Stato, centrali e locali – è di non cadere nella facile tentazione dei tagli alla spesa pubblica per il sociale. Desta infatti non poca preoccupazione l’allarme lanciato da diversi sindaci sulla stabilità dei conti pubblici degli enti locali che, com’è noto, non possono ricorrere al finanziamento in deficit. Al manifestarsi dei primi dissesti finanziari, nei conti degli enti locali, su chi si abbatterà la scure dei tagli?
È questo il momento – chiedono le centinaia di associazioni del terzo settore firmatarie di questo appello – nel quale le istituzioni si facciano promotrici, insieme alle associazioni, di un programma speciale di sostegno ai più fragili, oggi ospiti delle comunità di accoglienza, anche attraverso stanziamenti necessari ad accrescere, sviluppare e remunerare opportunamente gli operatori sociali e le strutture stesse, perché se tutti noi ci auguriamo che la fase che oggi viviamo finisca al più presto, “la fase della ricostruzione” sarà molto lunga, soprattutto per i più deboli, ed avrà bisogno di tante energie e risorse da programmare e spendere insieme.
È questo il momento di rinnovare un’alleanza con le Istituzioni per dare risposte concrete delle fasce più fragili della nostra società.
Infine vogliamo sottolineare l’apporto in questa crisi di migliaia di volontari – a cui va il ringraziamento di tutta la comunità – che, oltre a svolgere servizi fondamentali per la sopravvivenza delle comunità come approvvigionamento alimentare, farmaci e visite sanitarie per gli ospiti, stanno facendo sentire la propria vicinanza con inedita creatività, attraverso donazioni, messaggi di solidarietà e sperimentazioni di ogni genere nel campo multimediale e della comunicazione a distanza, per continuare a raggiungere persone ospiti nelle case famiglia.

È questo il momento di non dimenticare le persone più fragili e valorizzare concretamente tutti quelli che operano #AMenoDiUnMetro.

Scarica il Comunicato Stampa

CHIUSI A CASA, COL CUORE APERTO

 

Cara amica, caro amico,

in questo momento di dura prova per tutti, il nostro pensiero non può che rivolgersi ai meno tutelati, alle nostre mamme sole coi bambini accolte in casa famiglia o accompagnate nei nostri progetti, che già prima dell’emergenza vivevano in condizioni di fragilità e vulnerabilità, con poche o zero protezioni sociali ed economiche.

La nostra Tenda di Abramo non chiude, anzi si stringe ancora di più intorno alle mamme e ai loro piccoli. Le nostre educatrici non arretrano di un millimetro, sono lì, accanto a loro, col sorriso, con turni fuori dal comune, sacrificando il proprio interesse e mettendo anche a tacere la propria paura, in nome di una solidarietà che non va mai in quarantena. A nome di tutti noi. Anche a nome tuo. Adempiendo così al supremo dei comandamenti: “Egli (Dio) è Bene in un senso eminente, precisissimo: non mi riempie di beni, ma mi costringe alla bontà, migliore dei beni da ricevere” (E. Lévinas, Di Dio che viene all’Idea).

Per le nostre mamme sole con bambini, che vivono a La Tenda di Abramo o partecipano ai nostri progetti di reinserimento sociale, la fase di restrizioni che viviamo sta purtroppo causando la perdita del posto di lavoro o l’annullamento dei tirocini presso le aziende, che nelle ultime settimane hanno dovuto sospendere le attività. Mesi e mesi, a volte anni, di faticoso lavoro per costruire con loro opportunità e creare reddito autonomo che rischiano di andare bruciati. La nostra speranza è che questi percorsi, fondamentali passaggi di un cammino di emancipazione, possano ripartire al più presto, ma siamo consapevoli che potrebbero essere necessari anche mesi perché questo avvenga.

Che cosa puoi fare tu?

Solo una comunità solidale può evitare che a pagare il prezzo più alto siano i più fragili. È il nocciolo di ciò che l’emergenza Covid-19 ci sta insegnando. Dobbiamo fare in modo che questo insegnamento si estenda dalla tutela fisica della salute alla protezione economica dei più vulnerabili, da chi è più tutelato verso chi lo è meno, come nel caso delle nostre mamme.

Se vuoi puoi approfittare per vivere questa situazione come un’opportunità, per sperimentarti nella solidarietà e immaginare cosa c’è fuori da quella casa da cui mai come ora vorresti uscire. Siamo consapevoli dello sforzo ulteriore che ti chiediamo, ma sentiamo che in questo momento così grave le mamme abbiano bisogno di una vicinanza ancora maggiore.

Se puoi, non chiudere gli occhi e il cuore dentro quattro mura.

Con un semplice gesto puoi offrire un sostegno concreto a delle mamme sole prive di reddito e permettere loro di rimanere insieme ai propri bambini.

Fai una donazione per una mamma, un bambino o un nucleo mamma-bambino.

La solidarietà non va in quarantena!

Puoi sostenerci donando a favore della Cooperativa Sociale La Nuova Arca secondo queste modalità:

    • Credito Valtellinese IBAN IT 09A0521603208000004455185
    • On-Line tramite carta di credito / Pay Pal


A.G.R.I. – L.A.B: la nostra lotta al caporalato

È ai blocchi di partenza A.G.R.I. – L.A.B., un progetto finanziato tramite il fondo F.A.M.I. (Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020) di cui La Nuova Arca è partner, all’interno di un’ampia rete nazionale, coordinata dai Giuseppini del Murialdo, con la collaborazione delle ACLI.

Con questo progetto vogliamo contrastare lo sfruttamento e il caporalato in agricoltura, di cui sono vittime le persone immigrate, mettendo a disposizione le nostre migliori esperienze di agricoltura sociale.

L’obiettivo è offrire ai nostri amici a rischio di sfruttamento, prima di tutto una protezione, ma anche la possibilità di sperimentare l’inserimento in una rete di relazioni, di formarsi e ritrovare la propria dignità.

Coinvolgeremo 20 persone immigrate, sia donne che uomini, in un percorso unico e personalizzato. Li aiuteremo a ricostruire la propria storia, a prendere consapevolezza delle proprie competenze e a saperle mettere a valore, ad apprendere un mestiere nell’ambito della produzione agricola e della ristorazione, a sviluppare pienamente il proprio percorso di integrazione.

La formazione sarà a tutto tondo: linguistica, sulla sicurezza, sui diritti e i doveri del lavoratore.

Avranno modo di partecipare poi ad attività produttive molto diversificate. Si andrà dalla orticultura in campo aperto alla viticoltura, dalla ricezione alberghiera alla ristorazione, dalla trasformazione dei prodotti agricoli alla commercializzazione e vendita. Un intero campo di apprendimenti per aiutarli a specializzarsi e inserirsi nel lavoro, proteggendosi dallo sfruttamento criminale.

Per far questo però non basteremo noi e il nostro impegno: occorrerà ciascuno di voi!

Il partenariato lavorerà anche per creare e dotarsi di un marchio etico, riconoscibile dal pubblico perché lo sfruttamento, la criminalità e il basso reddito vivono dei nostri cattivi consumi e si contrastano solo col “potere dei consumatori”; un potere dal basso che ciascuno di noi, correttamente informato, esercita “scegliendo col portafoglio” quei prodotti che rispettano le persone e l’ambiente, che realizzano impatti positivi su tutta la comunità, invece di scaricare costi ed esternalità negative su gruppi più fragili.

Continuate a seguirci!

Ricette d’a-mare: Tiramisù

È un ricetta realizzata dalle mamme del Laboratorio di Cucina “Mamme e bambini d’a-mare” che ogni martedì si svolge presso il Casale “Il Cammino”.

 

 

 

 

INGREDIENTI per 4 PERSONE

  • 300 gr di savoiardi
  • 4 uova medie freschissime
  • 500 gr di mascarpone
  • 100 gr di zucchero
  • 300 gr di caffè dalla moka già zuccherato a piacere
  • q.b. cacao amaro in polvere

PREPARAZIONE
Per preparare il tiramisù, è necessario cominciare dalle uova, che devono essere freschissime. Separare accuratamente gli albumi dai tuorli , ricordando che per montare bene gli albumi, questi non dovranno presentare alcuna traccia di tuorlo. Poi montare i tuorli con le fruste elettriche, versando solo metà dose di zucchero .
Non appena il composto sarà diventato chiaro e spumoso e con le fruste ancora in funzione, si può aggiungere il mascarpone, poco alla volta.
Incorporato tutto il formaggio, si otterrà una crema densa e compatta, da tenere da parte .
Pulire molto bene le fruste e passare a montare gli albumi versando il restante zucchero un pò alla volta. Montarli a neve ben ferma. Si otterrà questo risultato quando rovesciando la ciotola la massa non si muoverà. Prendere una cucchiaiata di albumi e versarla nella ciotola con i tuorli e lo zucchero e mescolare energicamente con una spatola, così da stemperare il composto. 
Procedere ad aggiungere la restante parte di albumi, poco alla volta mescolando molto delicatamente dal basso verso l’alto. 
Una volta pronto, distribuire una generosa cucchiaiata di crema sul fondo di una pirofila da 30×20 cm e distribuire per bene. Poi inzuppare per pochi istanti i savoiardi nel caffè freddo già zuccherato a piacimento, prima da un lato e poi dall’altro. Man mano distribuire i savoiardi imbevuti sulla crema, tutti in un verso, così da ottenere un primo strato sul quale andrete a distribuire una parte della crema al mascarpone. 
Livellare la superficie, spolverizzarla con del cacao amaro in polvere e lasciare rassodare in frigorifero per un paio d’ore.

Il tiramisù è pronto per essere gustato. 


Incontro del 21 gennaio 2020.

Buon Appetito!