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Category Archives: Integrazione

Ricette d’a-mare: pagnotta velocissima

È un ricetta realizzata dalle mamme del Laboratorio di Cucina “Mamme e bambini d’a-mare” che ogni settimana si svolge presso il Casale “Il Cammino”.

 

 

 

 

INGREDIENTI per 1 PAGNOTTA

  • 500 gr di farina
  • 370 gr di acqua
  • 12 gr di lievito
  • 2 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaino di miele

PREPARAZIONE

Scogliere il lievito insieme al miele in 50 ml di acqua, presa dal totale.

Versare la farina in una ciotola capiente, fare un foro al centro e mettervi il lievito sciolto con il miele e la restante acqua.

Mescolare con un cucchiaio di legno.

Aggiungere il sale e mescolare fino a completo assorbimento. L’impasto risultante deve avere consistenza molle ed appiccicosa.

Spolverare la superficie con abbondanza di farina, coprire e lasciar lievitare per un’ora e mezza.

Infornare e cuocere per 25 minuti a 180/200°.


Incontro del 8 ottobre 2020.

Buon Appetito!

Bilancio di un centro estivo al tempo del Covid

I bambini che hanno frequentato il centro estivo presso La Nuova Arca, hanno lasciato una scia di energia e vitalità che ancora oggi, ad esperienza conclusa, si respira e di questo ne siamo orgogliosi e riconoscenti.

Questo percorso è iniziato dopo un periodo particolare ed inusuale di isolamento forzato, che ha messo a dura prova diversi nuclei familiari del territorio. Uno dei nostri obiettivi è stato quello di rimettere in primo piano i bisogni dei bambini, creando un ambiente accogliente e stimolante che favorisse la libera espressione di ogni partecipante immerso in un contesto naturale, ma anche soddisfare le richieste delle famiglie nella gestione dei bambini nei mesi estivi.

Le attività proposte sono state all’aperto, per recuperare la dimensione del contatto con la natura; sono state dinamiche, per permettere al corpo, compresso in casa per molte settimane, di esprimersi liberamente; sono state espressive per stimolare la creatività di ciascuno, per supportare i bambini nella rielaborazione dei vissuti e delle emozioni. Abbiamo lasciato anche diversi momenti di gioco libero per permettere un sano recupero della socialità e della condivisione così costretta nei mesi precedenti.

I bambini sono stati suddivisi in piccoli gruppi di massimo 7/10 partecipanti, per rispondere alle richieste normative, e questo ci ha permesso di curare particolarmente la relazione e favorire il dialogo con e tra i partecipanti.

Le metodologie usate si sono basate sui principi della pedagogia attiva: abbiamo privilegiato attività laboratoriali, manuali e creative, giochi in piccolo gruppo, laboratori di cucina, attività corporee e percorsi psicomotori, laboratori in orto e nel giardino sensoriale. Le attività proposte erano inerenti tre tematiche: l’orto, l’arte ed il movimento per cercare di stimolare la totalità dei linguaggi dei partecipanti.

Il contesto rurale nel quale è situata la nostra realtà ci ha permesso quotidianamente la scoperta della natura, il giardino sensoriale che circonda la struttura è stato strumento di scoperta e sperimentazione sia a livello esperienziale che emozionale.

I volontari che ci hanno sostenuto nel percorso ci hanno permesso di ampliare notevolmente la nostra offerta formativa con professionisti di qualità, dal laboratorio di apicultura al laboratorio di inglese, dalla degustazione dell’olio alla preparazione del pane, dalla raccolta dei pomodori al laboratorio sui diritti dei bambini…e molto altro e di questo li ringraziamo con gratitudine.

La sinergia tra bambini, famiglie, operatori e volontari è stata straordinaria ed ha permesso a tutti di recuperare la gioia della condivisione!

Non ci resta che augurare a tutti buon inizio, grati del cammino fatto insieme!!!

Grazie di cuore per il tuo aiuto

Siamo lieti di condividere i risultati della campagna “Chiusi a casa, col Cuore Aperto”, attivata due mesi fa, che finora ha raggiunto 74 donazioni, per un totale di 12.450€, ed ha aumentato le ore di volontariato a sostegno della casa famiglia.
La quarantena è stato un tempo di timore e di attesa, nel quale abbiamo sperimentato disponibilità, affetto e vicinanza da parte di tantissime persone, permettendoci di trovare nuove strategie per lavorare ed educare in condizioni di assoluta protezione: i corsi di cucina, per esempio, sono continuati in modalità virtuale, mantenendo la loro frequenza settimanale.Mentre sono aumentate le opportunità per giochi, film, letture, attività motorie, nuove ricette in cucina, giardinaggio, dando vita a giornate uniche e riscoprendo insieme la bellezza delle piccole cose.

Questo breve servizio del TG2 Storie mostra proprio la quotidianità della vita in casa famiglia e la continua vicinanza delle nostre operatrici durante la pandemia. Le sfide che le mamme e i loro bambini dovranno affrontare nei prossimi mesi saranno, comunque, ancora più difficili: non sappiamo quanto tempo sarà necessario per riattivare il mercato del lavoro, e il clima di sospensione che tutti respiriamo per le mamme può essere ancora più pesante, perché allontana verso un domani indefinito la loro possibilità concreta di ripartire e costruire un futuro autonomo con i propri bambini.Per questo, a La Nuova Arca abbiamo deciso di attivare immediatamente per loro dei tirocini nella nostra azienda di agricoltura biologica, un settore produttivo in rapida espansione e con significative potenzialità di impiego. In tal modo, le mamme potranno uscire di casa per acquisire nuove competenze e migliorare il proprio CV, aumentando così la fiducia in sé stesse. Allo scopo di assicurare la necessaria liquidità a questo programma, abbiamo deciso di investirvi la totalità del ricavato della Campagna “Chiusi in casa…” e delle nostre prossime azioni di raccolta fondi.

Se vorrai, e se potrai, ti proponiamo dunque altri modi per continuare ad accompagnarci nella nostra missione:

    • destinare il tuo 5×1000 a La Nuova Arca – Codice Fiscale 09493391008 – un gesto semplice, che non ti costa nulla, ma per le nostre mamme è molto importante
    • partecipare alla nostra Lotteria di Primavera e diffonderla tra i tuoi contatti: i biglietti costano solo 2€ l’uno; si possono anche ordinare con questo modulo online e ricevere a domicilio (per acquisti di 5 o più biglietti). Puoi comprare i biglietti fino al 10 giugno; l’estrazione avverrà il 15.

 

Ordina i biglietti

 

Grazie di far parte di una comunità solidale che protegge i più fragili e non fa pagare loro il prezzo più alto di questa crisi.

 

Contiamo ancora su di te!

 

La comunità de La Nuova Arca 

#AMENODIUNMETRO, a La Tenda di Abramo

 

In una casa famiglia c’è chi lavora, come gli operatori e le operatrici.
C’è chi vi abita, nel nostro caso mamme e bambini.
E c’è chi offre il proprio tempo libero per aiutare chi ha bisogno, come i volontari.
Ognuno, secondo i propri occhi e il proprio cuore, ci ha raccontato cosa vuol dire essere parte di una realtà solidale, dove accoglienza, attenzione ai più fragili e condivisione si respirano e si toccano con mano, ogni giorno.

 

La Tenda di Abramo, vista da un’educatrice

Francesca è un’educatrice professionale della cooperativa La Nuova Arca. Lavora al fianco di mamme coi loro  bambini in situazione di vulnerabilità sociale, accolte presso la casa famiglia La Tenda di Abramo, ed è responsabile dei progetti di “semi-autonomia”, per il loro graduale reinserimento sociale dopo la casa famiglia.

Nell’intervista ci parla del suo lavoro, in questo difficile momento di emergenza sanitaria e sociale.

Perché hai scelto di lavorare in casa famiglia?
Perché mi piace. Mi ritengo fortunata perché fino ad ora ho sempre potuto fare il lavoro che mi piace davvero: questo!
Perché con le mamme e coi loro bambini?
Mi piace veder crescere i bambini, ascoltare e raccontare storie, ridere e consolare. Mi piace vivere giornate intere in una casa dove corrono, litigano, urlano, si arrabbiano, ridono, piangono, chiedono i piccoli e i grandi perché della vita.
Mi piace aver imparato da loro che accettare di non aver sempre tutte le risposte è una possibilità della vita.
Mi piace, soprattutto, veder (ri)fiorire le loro mamme, accorgermi dei loro piccoli traguardi, così come dei loro grandi e dolorosi “scivoloni”, accogliere le loro lacrime come le loro risate, camminarci accanto nella conquista di nuovi spazi, mentali e fisici, di sicurezza, autonomia, sogno di vita buona e migliore.
Oltre a loro poi, ci sono preziose colleghe e tanti volontari che ci supportano e condividono con noi la quotidianità.
E oggi come stai? Come stanno mamme e bimbi?
In un tempo come quello che stiamo vivendo, di “normalità sospesa”, di paure che paralizzano, di attesa di buone nuove, la scelta – perché di scelta per ciascuna di noi operatrici si tratta – di esserci, di continuare a garantire il servizio h 24, ci rende testimoni di presenza, di fattiva disponibilità, di operativo affetto e vicinanza. Tutte cose che i nuclei da noi accolti hanno potuto sperimentare molto poco nelle loro vite.
Allora si cerca di dar vita a giorni uno diverso dall’altro, con temi e frasi su cui riflettere, giochi, film, letture, attività motoria, nuove ricette in cucina, giardinaggio.
Non per esorcizzare, ma per riscoprire insieme la bellezza delle piccole cose.
Ogni vita ha uno sguardo, una storia da ascoltare, delle fragilità da custodire, nuove opportunità da intravedere e cogliere insieme.
C’è una grande, inimmaginabile bellezza nel tornare a casa affaticata, pensierosa, divertita, stimolata a far meglio o a cambiare strategie. La bellezza di sentirsi parte di un incontro che, in modi sempre diversi, apre nuovi orizzonti di vita.
Spero che questo tesoro non si perda o si disperda, che si possa continuare a prendersi cura delle donne e dei bambini come meritano, che ci si accorga che esistono, che resistono e che meritano di essere visti e protetti; perché il buon vivere di una buona società e di un grande Paese si misura, soprattutto, dal suo sguardo sulle fragilità silenziose.

Sono tanti gli operatori e le operatrici sociali che, come Francesca, continuano a lavorare senza sosta, anche in piena pandemia.
Per loro la distanza sociale è quasi impossibile da mantenere. Anzi, è proprio ciò che con il loro lavoro, sono chiamati ad abbattere.

Per questo, anche noi de La Nuova Arca, ci siamo uniti all’appello che le rappresentanze sociali e le case famiglia hanno lanciato alle Istituzioni.
Con la campagna #AMenoDiUnMetro abbiamo chiesto al Governo di non cadere nella tentazione di tagliare i fondi per il sociale, ma di pensare a un programma di sostegno per tutte quelle realtà che accolgono persone con disabilità, minorenni, madri con figli in condizioni di fragilità, anziani, persone senza fissa dimora.

Chiediamo di non dimenticare le persone più fragili e di valorizzare concretamente gli operatori del terzo settore, che anche in emergenza sanitaria, operano a meno di un metro di distanza.

Appello alle Istituzioni: no ai tagli al sociale

“Stare a meno di un metro di distanza è il nostro lavoro. Il Governo non ci lasci soli in questa emergenza. Al più presto, un programma speciale di sostegno per i più fragili. No alla tentazione dei tagli al sociale”

 

Si chiama #AMenoDiUnMetro, l’appello rivolto alle istituzioni da Casa al Plurale, AGCI, Agevolando, Centro Astalli, CNCA nazionale e Federazione CNCA LAZIO, CNCM, Confcooperative Federsolidarietà, Forum Terzo Settore Lazio, Legacoopsociali Lazio e sostenuto anche da La Nuova Arca attraverso la Rete Mamma-Bambino Lazio Mam&Co. e il progetto #crescereinsieme. 

“Cuore pulsante della società”, così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel suo ultimo messaggio agli italiani, ha definito il ruolo del volontariato e del non profit: è un riconoscimento chiaro dell’importanza, del valore di chi si impegna per gli altri, ma il terzo settore non è soltanto quello chiamato ad occuparsi della distribuzione dei buoni spesa per le persone in difficoltà.
Anche in questo momento di emergenza nazionale, migliaia di persone fragili vivono in case famiglia, nelle comunità alloggio e sono centinaia gli operatori sociali che stanno portando avanti il proprio lavoro con forza, consapevolezza e, sicuramente, a meno di un metro di distanza.
In piena pandemia Covid-19, si prendono cura delle persone con disabilità, di minorenni, di madri con i figli in condizioni di fragilità, di anziani, di persone senza fissa dimora. Lo stanno facendo e continueranno a farlo.
Ma hanno bisogno di sentire le Istituzioni schierate a protezione, insieme a loro, delle fasce più fragili della nostra società, consapevoli di questo importantissimo servizio che gli operatori sociali svolgono a nome e per conto di tutta la comunità.
A sollecitare maggiore attenzione e un piano ad hoc per le persone più vulnerabili sono Casa al Plurale, AGCI, Agevolando, Centro Astalli, CNCA nazionale e federazione CNCA LAZIO, CNCM, Confcooperative Federsolidarietà, Forum Terzo Settore Lazio, Legacoopsociali Lazio, Rete Mb Lazio Mam&Co.
Operatrici e operatori, volontarie e volontari non hanno mai smesso, da quando è cominciata l’epidemia di coronavirus, di prendersi cura di chi è più fragile, mettendo a tacere anche le paure personali: come si fa a vestire, imboccare, una persona con disabilità a distanza di un metro? Come si fa a consolare un bimbo che piange restando a distanza? Come si fa a farlo se mancano persino i dispositivi di protezione individuale?
Per loro e per il personale che con loro opera, per continuare a fornire servizi già ora economicamente insostenibili, va previsto un piano di sostegno economico specifico dopo la fine dell’emergenza, in controtendenza a quanto avvenuto negli ultimi anni, che hanno visto un continuo e significativo taglio alla spesa sociale, affermano le Associazioni e gli enti coinvolti nell’appello.
La richiesta – rivolta a tutti i poteri dello Stato, centrali e locali – è di non cadere nella facile tentazione dei tagli alla spesa pubblica per il sociale. Desta infatti non poca preoccupazione l’allarme lanciato da diversi sindaci sulla stabilità dei conti pubblici degli enti locali che, com’è noto, non possono ricorrere al finanziamento in deficit. Al manifestarsi dei primi dissesti finanziari, nei conti degli enti locali, su chi si abbatterà la scure dei tagli?
È questo il momento – chiedono le centinaia di associazioni del terzo settore firmatarie di questo appello – nel quale le istituzioni si facciano promotrici, insieme alle associazioni, di un programma speciale di sostegno ai più fragili, oggi ospiti delle comunità di accoglienza, anche attraverso stanziamenti necessari ad accrescere, sviluppare e remunerare opportunamente gli operatori sociali e le strutture stesse, perché se tutti noi ci auguriamo che la fase che oggi viviamo finisca al più presto, “la fase della ricostruzione” sarà molto lunga, soprattutto per i più deboli, ed avrà bisogno di tante energie e risorse da programmare e spendere insieme.
È questo il momento di rinnovare un’alleanza con le Istituzioni per dare risposte concrete delle fasce più fragili della nostra società.
Infine vogliamo sottolineare l’apporto in questa crisi di migliaia di volontari – a cui va il ringraziamento di tutta la comunità – che, oltre a svolgere servizi fondamentali per la sopravvivenza delle comunità come approvvigionamento alimentare, farmaci e visite sanitarie per gli ospiti, stanno facendo sentire la propria vicinanza con inedita creatività, attraverso donazioni, messaggi di solidarietà e sperimentazioni di ogni genere nel campo multimediale e della comunicazione a distanza, per continuare a raggiungere persone ospiti nelle case famiglia.

È questo il momento di non dimenticare le persone più fragili e valorizzare concretamente tutti quelli che operano #AMenoDiUnMetro.

Scarica il Comunicato Stampa

CHIUSI A CASA, COL CUORE APERTO

 

Cara amica, caro amico,

in questo momento di dura prova per tutti, il nostro pensiero non può che rivolgersi ai meno tutelati, alle nostre mamme sole coi bambini accolte in casa famiglia o accompagnate nei nostri progetti, che già prima dell’emergenza vivevano in condizioni di fragilità e vulnerabilità, con poche o zero protezioni sociali ed economiche.

La nostra Tenda di Abramo non chiude, anzi si stringe ancora di più intorno alle mamme e ai loro piccoli. Le nostre educatrici non arretrano di un millimetro, sono lì, accanto a loro, col sorriso, con turni fuori dal comune, sacrificando il proprio interesse e mettendo anche a tacere la propria paura, in nome di una solidarietà che non va mai in quarantena. A nome di tutti noi. Anche a nome tuo. Adempiendo così al supremo dei comandamenti: “Egli (Dio) è Bene in un senso eminente, precisissimo: non mi riempie di beni, ma mi costringe alla bontà, migliore dei beni da ricevere” (E. Lévinas, Di Dio che viene all’Idea).

Per le nostre mamme sole con bambini, che vivono a La Tenda di Abramo o partecipano ai nostri progetti di reinserimento sociale, la fase di restrizioni che viviamo sta purtroppo causando la perdita del posto di lavoro o l’annullamento dei tirocini presso le aziende, che nelle ultime settimane hanno dovuto sospendere le attività. Mesi e mesi, a volte anni, di faticoso lavoro per costruire con loro opportunità e creare reddito autonomo che rischiano di andare bruciati. La nostra speranza è che questi percorsi, fondamentali passaggi di un cammino di emancipazione, possano ripartire al più presto, ma siamo consapevoli che potrebbero essere necessari anche mesi perché questo avvenga.

Che cosa puoi fare tu?

Solo una comunità solidale può evitare che a pagare il prezzo più alto siano i più fragili. È il nocciolo di ciò che l’emergenza Covid-19 ci sta insegnando. Dobbiamo fare in modo che questo insegnamento si estenda dalla tutela fisica della salute alla protezione economica dei più vulnerabili, da chi è più tutelato verso chi lo è meno, come nel caso delle nostre mamme.

Se vuoi puoi approfittare per vivere questa situazione come un’opportunità, per sperimentarti nella solidarietà e immaginare cosa c’è fuori da quella casa da cui mai come ora vorresti uscire. Siamo consapevoli dello sforzo ulteriore che ti chiediamo, ma sentiamo che in questo momento così grave le mamme abbiano bisogno di una vicinanza ancora maggiore.

Se puoi, non chiudere gli occhi e il cuore dentro quattro mura.

Con un semplice gesto puoi offrire un sostegno concreto a delle mamme sole prive di reddito e permettere loro di rimanere insieme ai propri bambini.

Fai una donazione per una mamma, un bambino o un nucleo mamma-bambino.

La solidarietà non va in quarantena!

Puoi sostenerci donando a favore della Cooperativa Sociale La Nuova Arca secondo queste modalità:

    • Credito Valtellinese IBAN IT 09A0521603208000004455185
    • On-Line tramite carta di credito / Pay Pal