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Category Archives: Il Cammino

Il Canto di Madre Terra

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La Nuova Arca è lieta di invitarti ad un evento unico e speciale, “Il Canto di Madre Terra – note e poesia al tramonto”, una serata di musica e letteratura con la partecipazione di Paolo Vergari (pianoforte), Claudia Vismara (voce recitante) e Daniele Pilli (voce recitante).

Da sempre sentiamo come nostra una forte vocazione alla cura: cura della persona ed in particolar modo della persona fragile, cura dell’ambiente e della terra – madre generosa da custodire e non sterile risorsa da sfruttare -, cura, in definitiva, di ogni aspetto relazionale nella profonda convinzione che, per usare le parole di Papa Francesco, tutto è in relazione, e la cura autentica della nostra stessa vita e delle nostre relazioni con la natura è inseparabile dalla fraternità, dalla giustizia e dalla fedeltà nei confronti degli altri.

Proprio in tale vocazione si inserisce Il Canto di Madre Terra, un evento che vuole essere il nostro contributo alla presa di coscienza collettiva della connessione che esiste tra la cura dell’umanità e quella della nostra casa comune, a favore di uno sviluppo più sostenibile e integrale. Brani della tradizione classico-romantica eseguiti al pianoforte dal maestro Paolo Vergari dialogheranno, infatti, con versi di poeti che, di un ritorno all’armonia tra gli uomini e tra l’uomo e la natura, hanno fatto il centro della propria poetica. Concluderà la serata un momento di convivialità, perché al nutrimento che viene dall’esperienza dell’arte e del bello possa accostarsi il nutrimento che viene dall’incontro e dal buon cibo. Nel rispetto dello spirito che anima l’intero evento, cocktail e stuzzichini saranno realizzati con i prodotti biologici de La Nuova Arca e di altre aziende amiche del circuito bio-solidale e preparati dalle donne che La Nuova Arca accoglie ed accompagna.

Proprio a queste donne, resilienti, forti e coraggiose nonostante le fatiche che la vita ha loro riservato, sarà destinato l’importo raccolto durante la serata, attraverso l’attivazione di nuovi percorsi di formazione ed inserimento lavorativo.

Dove e Quando

Ti aspettiamo Venerdì 11 Settembre alle ore 19.30, presso il casale Il Cammino sito in Via di Castel di Leva 416 (mappa: https://g.page/LaNuovaArcaIlCammino?share). L’evento avrà luogo nell’ampio giardino immerso nella campagna romana, nel rispetto delle norme di distanziamento e di sicurezza emanate dalla Regione Lazio. Ti ricordiamo che per poter accedere agli spazi comuni sarà necessario indossare la mascherina.

La quota di partecipazione, inclusiva di spettacolo e cocktail, è di € 30,00 a persona. L’ingresso è gratuito per i minori.

Per riservare un posto è sufficiente compilare il modulo disponibile al link sottostante. Le prenotazioni saranno possibili fino al completamento dei posti disponibili e in ogni caso non oltre Lunedì 07 Settembre. Ti aspettiamo!

 

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Ciò che contiamo, ciò che invece conta

Cosa

Ciò che contiamo/ciò che invece conta, questo il tema con cui ti invitiamo quest’anno ad una Cena Sotto le Stelle particolarissima per il tempo unico in cui si svolgerà. Sentiamo quest’anno che il nostro essere insieme sia il segno più eloquente di ciò che conta, di ciò che abbiamo scoperto contare davvero per la vita nostra e per la società in tutto il periodo emergenziale che abbiamo attraversato: relazioni, prossimità, reciprocità, inclusione, legami, salute, qualità ambientale, solidarietà sociale, che mai come in questo periodo abbiamo percepito stridere col calcolo delle mere quantità, a cui per decenni abbiamo delegato le nostre aspirazioni individuali e collettive: PIL e sviluppo economico, produzione, risparmio, consumi, profitto.

Sarà bello il 3 luglio sera essere insieme all’insegna di ciò che conta davvero, a testimoniarlo, a significarlo nei legami tra noi che si ritessono, aprendosi a chi ci incomoda con la sua fragilità e il suo bisogno di riconoscimento. Un segno di ciò che per noi conta davvero è anche la destinazione di ciò che raccoglieremo al sostegno delle tante famiglie del nostro territorio, impoverite da questa lunga fase – la crisi picchia duro sempre sui più fragili – e in particolare ai bisogni educativi dei loro figli, affamati di gioco, di luce, di amicizie dopo mesi di clausura e distanziamento sociale. Tanti non possono permettersi un centro estivo, e noi ne abbiamo avviato uno bellissimo a Castel di Leva pensando anzitutto a loro: ecco, la cena servirà proprio a rendere il centro estivo de La Nuova Arca vero luogo di accoglienza ed inclusione, per tutti, senza distinzioni.

Come

Gli spazi de La Nuova Arca saranno organizzati al meglio per poter garantire la sicurezza di tutti e di ognuno, ma poter allo stesso tempo mantenere quel clima di festa, di gioia e di comunità che sempre ha caratterizzato il nostro evento di inizio estate. La cena avrà luogo nel grande giardino che circonda il casale Il Cammino e prevederà il servizio al tavolo, invece del tradizionale buffet. Inoltre, per assicurare il rispetto della normativa in materia di Covid-19, quest’anno la partecipazione sarà limitata a sole 150 persone; per riservare un tavolo è sufficiente compilare il modulo disponibile al link sottostante. Le prenotazioni saranno possibili fino al completamento dei posti disponibili e in ogni caso non oltre Lunedì 29 Giugno. Ti ricordiamo infine che per poter accedere agli spazi comuni sarà necessario indossare la mascherina.

 

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Quando

Ti aspettiamo Venerdì 3 Luglio per ritrovarci insieme dopo tanti mesi di separazione forzata e condividere una serata di buon cibo e amicizia!

Dove

Quest’anno, per poter rispettare le norme di sicurezza in materia di Covid-19, la cena si terrà presso Il Cammino, in Via di Castel di Leva 416 (mappa: https://g.page/LaNuovaArcaIlCammino?share). Ti aspettiamo con amici e familiari a partire dalle ore 20.00.

Quote di partecipazione

La cena vuole essere soprattutto e anzitutto una occasione per ritrovarsi e stare insieme, che è ciò che conta; la quota di partecipazione, ciò che contiamo, è dunque indicativa, è il semplice calcolo dei cibi buoni che consumeremo in amicizia, e di quello che invece vogliamo destinare alla solidarietà. Questo calcolo non vuole essere di ostacolo alla partecipazione di alcuno, chi vorrà potrà offrire di più, chi ha meno darà secondo le proprie oggettive possibilità::

  • Adulti, 25 €
  • Bambini 4-12 anni, 10 €
  • Bambini 0-3 anni, gratuito

 

Le primizie dell’orto: la Lavanda

Per rendere ancora più profumato e ricco di colore il nostro orto, non poteva mancare la lavanda, pianta mediterranea tanto amata anche dalle amiche api che spesso si riforniscono presso i suoi fiori. Oltre che dalla sua bellezza, la lavanda è caratterizzata dalla molteplicità dei suoi utilizzi, che vanno dalla profumeria alla preparazione di oli essenziali. Allo stesso modo, può essere utilizzata in tanti modi semplici ed efficaci anche nelle nostre case:

 

 

 

Grazie di cuore per il tuo aiuto

Siamo lieti di condividere i risultati della campagna “Chiusi a casa, col Cuore Aperto”, attivata due mesi fa, che finora ha raggiunto 74 donazioni, per un totale di 12.450€, ed ha aumentato le ore di volontariato a sostegno della casa famiglia.
La quarantena è stato un tempo di timore e di attesa, nel quale abbiamo sperimentato disponibilità, affetto e vicinanza da parte di tantissime persone, permettendoci di trovare nuove strategie per lavorare ed educare in condizioni di assoluta protezione: i corsi di cucina, per esempio, sono continuati in modalità virtuale, mantenendo la loro frequenza settimanale.Mentre sono aumentate le opportunità per giochi, film, letture, attività motorie, nuove ricette in cucina, giardinaggio, dando vita a giornate uniche e riscoprendo insieme la bellezza delle piccole cose.

Questo breve servizio del TG2 Storie mostra proprio la quotidianità della vita in casa famiglia e la continua vicinanza delle nostre operatrici durante la pandemia. Le sfide che le mamme e i loro bambini dovranno affrontare nei prossimi mesi saranno, comunque, ancora più difficili: non sappiamo quanto tempo sarà necessario per riattivare il mercato del lavoro, e il clima di sospensione che tutti respiriamo per le mamme può essere ancora più pesante, perché allontana verso un domani indefinito la loro possibilità concreta di ripartire e costruire un futuro autonomo con i propri bambini.Per questo, a La Nuova Arca abbiamo deciso di attivare immediatamente per loro dei tirocini nella nostra azienda di agricoltura biologica, un settore produttivo in rapida espansione e con significative potenzialità di impiego. In tal modo, le mamme potranno uscire di casa per acquisire nuove competenze e migliorare il proprio CV, aumentando così la fiducia in sé stesse. Allo scopo di assicurare la necessaria liquidità a questo programma, abbiamo deciso di investirvi la totalità del ricavato della Campagna “Chiusi in casa…” e delle nostre prossime azioni di raccolta fondi.

Se vorrai, e se potrai, ti proponiamo dunque altri modi per continuare ad accompagnarci nella nostra missione:

    • destinare il tuo 5×1000 a La Nuova Arca – Codice Fiscale 09493391008 – un gesto semplice, che non ti costa nulla, ma per le nostre mamme è molto importante
    • partecipare alla nostra Lotteria di Primavera e diffonderla tra i tuoi contatti: i biglietti costano solo 2€ l’uno; si possono anche ordinare con questo modulo online e ricevere a domicilio (per acquisti di 5 o più biglietti). Puoi comprare i biglietti fino al 10 giugno; l’estrazione avverrà il 15.

 

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Grazie di far parte di una comunità solidale che protegge i più fragili e non fa pagare loro il prezzo più alto di questa crisi.

 

Contiamo ancora su di te!

 

La comunità de La Nuova Arca 

I nostri auguri di Buona Pasqua

Care amiche, cari amici,

questo tempo ci colpisce come un pugno.
Ha sgretolato certezze ataviche, o perlomeno pluridecennali, di invulnerabilità collettiva e personale. Ha messo in crisi il paradigma tutto occidentale che malattie e pestilenze riguardassero sempre “gli altri” e mai noi, ben protetti dalle nostre conoscenze scientifiche e dalla nostra opulenza, con un po’ più di un sospetto di colpevolezza a carico dei primi. Ha soprattutto liquefatto l’idea, così profondamente radicata nelle nostre società, di essere tutti slegati e indipendenti, liberi da ogni vincolo e laccio che ci tenga avvinti agli altri e alla comunità in cui viviamo, e solo a queste condizioni potenzialmente felici e realizzati. Capite che non può essere un caso se molti leader occidentali, sulle prime mosse della fase pandemica, letteralmente non hanno potuto credere che tutto ciò stesse realmente accadendo. Perché Covid19 è la smentita più colossale, ora per ora, evidenza per evidenza, dei fondamenti culturali stessi su cui si regge la nostra società “di consumo”.

Con le parole alte e profonde di Papa Francesco nella “grande” preghiera universale del 27 marzo 2020:

La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità […]. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato.

Che ha a che fare tutto questo con la Pasqua? Vedete, per la nostra mentalità, per le nostre psicologie collettive la seconda domanda che si andrà ritagliando sullo sfondo dello stupore appena superato sarà: di chi è colpa? Una domanda antica, antichissima, profondamente radicata nell’animo umano: da dove viene il male? Ebbene c’è un libro, nell’arsenale della sapienza biblica, che più di ogni altro si fa carico di questa domanda, ed è il Libro di Giobbe, con esiti per certi versi scandalosi. Appena attenuati dalla sua vicenda redazionale, che incastona il materiale incandescente del suo racconto di sventura incolpevole e irredenta in una cornice morale più rassicurante. Ma il libro nella sua parte originaria, racchiusa tra il secondo e l’ultimo capitolo, conosce uno sviluppo drammatico, che al capitolo 31 raggiunge il suo acme: Giobbe, respinti come semplicemente offensivi i discorsi rassicuranti (e terribilmente conformistici) degli amici, professa la sua innocenza e osa intentare un processo direttamente a Dio. Il fatto stupefacente è che Dio raccoglie direttamente la sfida: ignora anche lui la chiacchiera teologica, così superflua e superficiale, degli amici di Giobbe e così si rivolge al protagonista: “Cingiti i fianchi come un prode, io ti interrogherò e tu mi istruirai. Quando ponevo le fondamenta della terra, tu dov’eri? Dimmelo, se sei tanto intelligente”. Da qui in poi Giobbe è preso come in un turbine dal discorso di Dio; un discorso tumultuoso come un fiume in piena sui prodigi del Creato, che progressivamente svela al nostro protagonista l’enigma della bellezza, spostando il fuoco della sua domanda. Dio non fa neppure un cenno alla sventurata vicenda di Giobbe e alle sue recriminazioni, ma chiede retoricamente a Giobbe di spiegare l’origine della bellezza del mondo, del suo incanto, della sua intima forza e fecondità.
Così ridesta in Giobbe la coscienza di questo mistero: Dio non chiede che l’uomo si riconosca responsabile di qualche crimine oscuro, chiede semmai che si riconosca irresponsabile dello splendore che tuttavia appare.

Carissime e carissimi, qualcosa di profondo ci lega in questo momento alla vicenda di Giobbe, in questo tempo quaresimale e desertico che proietta la sua ombra anche sulla Pasqua. Se pensiamo al dolore innocente di questi giorni, ai lutti, alla povertà di tante e tanti, ai timori di miseria incombente sulla società e soprattutto sui suoi membri più fragili che ben conosciamo, come non restare inchiodati alla domanda essenziale di Giobbe?
Eppure! La bellezza in questi giorni ci avvolge: sbocciano i fiori sui rami degli alberi, in una primavera mai stata tanto rigogliosa, le stelle risplendono di notte di un lucore mai visto prima, la luna che ormai volge al plenilunio pasquale rischiara la notte come il giorno.

Ma ancora altra bellezza ci avvolge, e ci sorprende, e ci commuove. Ed è qui, a portata di mano, in mezzo a noi.

Sono le migliaia di educatrici, e tra queste le nostre Francesca, Cecilia, Marcella, Stefania, Carmen, Barbara, che non arretrano di un passo di fronte alla paura personale, e continuano a offrire protezione e affetto alle mamme in casa famiglia e in semi autonomia. È la bellezza che rifulge nei cuori, e persino nelle bacheche Facebook di tanti (ve ne siete accorti?) che in questo momento difficile pensano a chi potrebbe non essere più in grado di far spesa e comprarsi il minimo per sopravvivere, e allora nell’anonimato più totale si offrono di farla al posto suo, pagando di tasca propria. È la bellezza delle nostre volontarie che costrette a casa non cessano di generare, e con i mezzi che hanno a disposizione inventano dal nulla canzoni, raccontano e commentano fiabe, impartiscono lezioni di cucina, si concedono persino escursioni nella filosofia e nella letteratura. Perché anche questo tempo per le nostre mamme sia un tempo generativo e fecondo, rischiarato dalla parola umana.
È la bellezza della comunità, dei nostri amici e conoscenti, che in un tempo potenzialmente carico di preoccupazioni anche economiche sull’onda di un appello mettono mano al portafoglio, e donano non per il presente, che è ciò che l’emozione ci porterebbe a fare, ma per il futuro economico e lavorativo delle nostre ragazze. Non è bellissimo, non è un miracolo tutto questo? Vedete quanta bellezza splende intorno a noi, perfino in un momento così duro? Ve lo sareste mai aspettato? Non scorgete qui il compimento di una delle più profonde profezie dell’Antico Testamento, contenuta nel libro di Ezechiele, il cui oracolo dice “vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne”?
Allora, se così è, questo tempo segna un passaggio, un esodo, un Pésach. C’è una trasformazione profonda, e possibile, che matura nella notte come nel suo proprio grembo, dove occhio non vede né orecchio ode, che disfà le nostre esistenze individuali e collettive precedenti, riplasmandole, se vorremo, in modo del tutto smisurato e inimmaginabile. Se a questa bellezza presteremo orecchio mantenendoci disponibili per essa. Se lasceremo andare ciò che della vita era solo simulacro. Se saremo fedeli alle parole profonde, all’ordine del giorno che ci detta questa traversata del deserto: reciprocità, legame, interdipendenza, e sopra ogni cosa fraternità.
Se ci lasceremo rapire dal futuro, e trascinare in avanti nel disfacimento di una scena di mondo che, sotto mille profili, ha fatto il suo tempo.

Avanti e coraggio!

Buona Pasqua amiche e amici cari, buon passaggio a tutti noi!

 

La Nuova Arca