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A fianco di Emanuele Feltri e di Terre Forti contro ogni intimidazione

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Cinquecento ettari di terreno andati in fumo, alberi secolari bruciati, ulivi bellissimi e di grande valore persi per sempre e, come se tutto ciò non bastasse, l’offesa finale dell’intimidazione, dell’avvertimento. Le notizie che ci arrivano dalla Valle del Simeto ci addolorano, ci indignano, ci preoccupano.

Lo scorso fine settimana, a Paternò, vicino Catania, un incendio doloso ha distrutto un’area agricola molto vasta, all’interno della quale ci sono anche coltivazioni di Emanuele Feltri, della rete di Terre Forti. Produttori che abbiamo sostenuto con i nostri acquisti e che mesi fa abbiamo avuto occasione di incontrare qui alla Nuova Arca.

Si tratta, a quanto ci racconta Emanuele, di un incendio appiccato dai pastori del luogo, per avere terre adatte al pascolo nel giro di pochi mesi. E ad alimentare la rabbia c’è poi anche l’intimidazione raccontata oggi pomeriggio su Facebook dallo stesso Emanuele.

“Questa mattina abbiamo trovato un segnale che non lascia alcun dubbio sulla precisa volontà di arrecarci un danno in riferimento all’incendio di domenica” scrive sotto la foto che abbiamo pubblicato qui. “La nostra vasca dell’acqua è stata ritrovata sul piazzale, posizionata al contrario. Senza acqua niente agricoltura? Vi vutamu sutta e supra? Altro? Agli specialisti l’arduo compito di decifrare la simbologia del gesto. Da oltre un anno a parte noi e gli amici che ci vengono a trovare non si era più introdotto nessuno e ci sembra doveroso comunicarvi quanto sta accadendo perché nessun gesto intimidatorio può essere sottovalutato”.

Siamo sereni e determinati nel continuare il nostro impegno che è frutto non certo di un solitario ‘super eroe’” prosegue Emanuele “ma della coesione di un gruppo di giovani agricoltori coscienti e consapevoli delle difficoltà che quel territorio e l’agricoltura siciliana in genere stanno vivendo ed è proprio nella solidarietà reciproca e nella comunione d’intenti che crediamo risieda la soluzione. Cogliamo l’occasione per rendere noto che episodi analoghi vengono quotidianamente vissuti da tanti altri agricoltori e ci auspichiamo si possa trovare un percorso comune e condiviso per uscire dalla crisi di settore riscoprendo un nuovo modo di fare agricoltura. Che sia etico, sostenibile e che guardi realmente al futuro nell’ottica di una comunità solidale e della sovranità alimentare”.

Per quanto riguarda noi della Nuova Arca, anche qui dal nostro blog ribadiamo questo: quel mondo contro cui lottiamo, da cui sentiamo di voler difendere i nostri amici, in nostri figli e noi stessi, fatto di soprusi ed ingiustizie, ha colpito ancora creando pianto e disperazione; ancora una volta diciamo No a tutto questo e desideriamo essere vicini ai nostri amici perché non mollino, perché trovino la forza di continuare a lottare, e perché noi troviamo la forza e la perseveranza per continuare a sostenere la loro e nostra speranza attraverso azioni concrete. Con il nostro impegno anche di acquisto possiamo e dobbiamo concretamente dire basta a tutto questo e fare sentire i nostri amici non soli, anche se sappiamo bene che in prima linea ci stanno loro. Ma se sentono che noi siamo con loro, allora c’è una speranza, altrimenti è un’ importante battaglia persa.

Vogliamo esprimere ad Emanuele, anche da qui, la vicinanza e solidarietà nostra e di tutta la rete dei GAS che fanno parte della nostra comunità solidale, e desideriamo rinnovare con lui e per lui l’ impegno a sostenerlo fattivamente, per quanto ci è possibile, in questa sua battaglia quotidiana, mantenendo alta l’ attenzione di tutti su questa lotta di liberazione in corso nella nostra terra.

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