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Monthly Archives: dicembre 2020

Opportunità di Servizio Civile a La Nuova Arca

Hai tra i 18 e i 28 anni? Senti il desiderio di metterti in gioco, dedicando un anno al servizio degli altri e alla scoperta di te stesso? Cogli al balzo l’opportunità e candidati per il Bando di Servizio Civile Universale!

La scadenza per l’invio delle domande è stata prorogata alle ore 14.00 di Lunedì 15 Febbraio 2021.

Servizio Civile Universale con La Nuova Arca

La Nuova Arca, tramite il coordinamento nazionale del servizio civile CESC Project, ha visto approvare due diversi progetti: il progetto Il Cammino delle Donne, afferente alla realtà della Casa Famiglia La Tenda di Abramo, e il progetto Semi di Solidarietà, destinato ai candidati iscritti al programma Garanzia Giovani.

    • Progetto “Il Cammino delle Donne” (area: donne con minori a carico e donne in difficoltà). 
      I volontari opereranno presso la casa famiglia La Tenda di Abramo, destinata all’accoglienza di donne sole con bambini, con sede in Via dei Casali di Porta Medaglia 41. Saranno coinvolti nella vita comunitaria della casa famiglia; nell’ideazione e realizzazione di attività ludiche, educative e di socializzazione rivolte tanto alle mamme quanto ai bambini. Posti disponibili: 3. Scopri il progetto!
    • Progetto “Semi di Solidarietà” (area: agricoltura sociale) – Progetto rivolto ai candidati iscritti al programma Garanzia Giovani
      I volontari opereranno presso le due sedi de La Nuova Arca Agricoltura Sociale, in Via dei Casali di Porta Medaglia 41 e in Via di Castel di Leva 416. Saranno coinvolti in tutte le attività proprie de La Nuova Arca Agricoltura Sociale, sperimentandosi tanto nella produzione e cura del prodotto agricolo, quanto nell’ideazione e realizzazione di progetti di inclusione sociale ed accompagnamento dei più fragili. Posti disponibili: 3. Scopri il progetto!

Cos’è il servizio civile

Il Servizio Civile, istituito con legge 6 marzo 2001 n° 64, è l’opportunità pensata per tutti i giovani dai 18 ai 28 anni di “difendere la patria con mezzi non armati e non violenti” e “favorire la realizzazione dei princìpi costituzionali di solidarietà sociale”, dedicando un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico, inteso come impegno per il bene di tutti partendo dall’inclusione dei più vulnerabili. Prevede un rimborso netto di € 439,50 mensili e un percorso formativo, utile anche per discernere il proprio futuro professionale.

Che cosa offre

  • Rimborso mensile di 439,50 €
  • Formazione sulle aree di progetto
  • Attestato di partecipazione al servizio civile
  • Durata 12 mesi (1145 ore / 25h a settimana per 5 giorni di servizio)

Puoi partecipare se… 

  • Hai compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della tua domanda;
  • sei cittadina o cittadino dell’Unione europea o cittadino non comunitario regolarmente soggiornante;
  • non hai riportato condanne anche non definitive;
  • non hai già prestato servizio civile in qualità di volontaria o volontario ai sensi della legge n. 64 del 2001, o non hai interrotto il servizio prima della scadenza prevista;
  • non hai in corso con noi rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero non hai avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.
  • Per candidarsi ad uno dei progetti finanziati dal programma “Garanzia Giovani” è necessario essere iscritti al programma e possedere quindi ulteriori requisiti specifici (NEET/disoccupazione).

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • appartengono ai corpi militari e alle forze di polizia;
  • abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista;
  • abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.

Importante: possono presentare domanda anche i giovani che:

  • nel corso del 2020, a causa degli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, abbiano interrotto il servizio volontariamente o perché il progetto in cui erano impegnati è stato definitivamente interrotto dall’ente, inclusi coloro che abbiano ventinove anni di età (non superati);
  • abbiano già svolto il servizio civile in passato in un progetto “Garanzia Giovani”, solo candidandosi al presente bando per un progetto di servizio civile universale;
  • abbiano già prestato servizio in un progetto di servizio civile nazionale o universale, solo candidandosi al presente bando per un progetto “Garanzia Giovani”.

Come candidarsi

Da quest’anno, potrai presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on Line (DOL) raggiungibile all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it.

Potrai accedere alla piattaforma attraverso SPID, il “Sistema Pubblico d’Identità Digitale” con un livello di sicurezza 2. Sul sito dell’AGID – Agenzia per l’Italia digitale (www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid) sono disponibili tutte le informazioni necessarie, anche con faq e tutorial, per richiedere lo SPID indispensabile per poter presentare la candidatura.

La procedura richiede alcuni giorni per essere portata a termine, non aspettare l’ultimo momento!

N.B. Per candidarsi ad uno dei progetti finanziati dal programma “Garanzia Giovani” è necessario essere iscritti al programma e possedere quindi ulteriori requisiti specifici (NEET/disoccupazione). Puoi trovare tutte le informazioni e le indicazioni sul portale dedicato della Regione Lazio, disponibile al link di seguito: www.regione.lazio.it/garanziagiovani/

Contatti

Se vuoi saperne di più, compila il modulo di seguito e ti ricontatteremo di persona.

In alternativa, ci puoi contattare scrivendo ad info@lanuovaarca.org o telefonando al numero 0645668556. Ti aspettiamo!

 

Il nostro augurio di Natale

Il tempo è un bambino che gioca. Di un bambino è il regno
(Eraclito, Frammenti)

Carissime e carissimi,

in questo anno che si conclude col Natale, e che riprende di nuovo, in questo tempo così carico di affanno, specie per i più poveri per cui “non c’era posto” (Luca 2, 7) e non ce n’è tuttora, l’augurio migliore che possiamo scambiarci è di intraprendere di nuovo, e con ancora maggiore lena, il lavoro della speranza, che io credo sia in essenza il nostro lavoro. La speranza, come la fede, non è dell’ordine della certezza, ma dell’ordine della convinzione. E ha uno speciale rapporto col tempo e con la storia.

Del tempo abbiamo coltivato a fondo, da secoli in qua, soprattutto la dimensione del “divenire”: abbiamo imparato a calcolarlo, a misurarlo, costringendolo nel recinto dei nostri progetti e delle nostre ambizioni. Non è il tempo una funzione essenziale nel calcolo del profitto economico? Ora, sotto questo punto di vista, l’intera fase che stiamo attraversando rivela la sua più pura essenza traumatica nel momento esatto in cui interrompe questo poderoso slancio in avanti che caratterizza le nostre società. Da marzo a oggi l’orizzonte del divenire in cui inoltrarsi, continuando magari a cullarvi il sogno di un incremento quantitativo indefinito di beni, di ricchezza, di potere si è incrinato e si è fatto opaco. Da marzo a oggi il tempo non è più a misura dei nostri bisogni, e da allora viviamo come sospesi, in attesa che tutto ricominci nei modi che conoscevamo.

C’è però una seconda dimensione del tempo, che il Natale simbolizza, ed è la dimensione del tempo come “avvenire”. È quella dimensione che interrompe ogni illusione di salire ai cieli, rivelando invece l’impensabile, che sia il Cielo a raggiungere la terra. Se tu squarciassi i cieli e scendessi! gridava Isaia (Isaia 63, 19). L’Avvenire è una diversa modulazione di frequenza del nostro desiderio, articolato non secondo l’Io ma secondo l’Altro. Un tempo che non ci appartiene più, e può dunque essere finalmente atteso. Liberazione del desiderio! Quando questa speranza si dispiega, e mette radici tra di noi, la vita si dilata e si rovescia, rivelando una grammatica completamente diversa: essa, eterno inizio, non è più a misura dei nostri progetti, e si disloca sempre altrove dai luoghi in cui la inchioderemmo, a complemento dei nostri monologanti discorsi un po’ folli.

La Vita è sovversione e spiazzamento: è nel frammento insignificante, nella pietra scartata, nel volto inerme, nell’ospite inatteso. Gioca col dettaglio irrilevante al nostro sguardo, si diletta del marginale e del futile. È il di più nel di meno, sottrazione dell’Io e rivelazione dell’Altro: Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? (Isaia 43, 19). Quante volte abbiamo fatto esperienza che la Vita si prendeva gioco di noi e dei nostri piani, che smarginava dalle righe dei nostri disegni, costringendoci a inseguirne la traccia! Non è ciò che il lavoro sociale ci attesta ogni giorno? Che i nostri progetti si compiono solo se si pongono sul sentiero dell’altro di cui non dispongono?

Vale la pena vivere secondo speranza, questo ci suggerisce il Natale, vale la pena flettersi sul piccolo segno, sul bambino in una mangiatoia regolarmente ignorato dai potenti. Vale la pena agganciare l’oggi a una speranza che in quanto è in grado di demistificare le nostre pretese, “non delude”, perché dilata gli animi, e quel che promette – l’eterno abbraccio dell’io e dell’altro – mantiene: “Forse, la prossima primavera, il pane uscirà da questo solco. Forse, verranno invece la siccità e la grandine, e può darsi che la primavera prossima non ci sarà che putredine e morte. Che importa! Che importa dal momento che l’atto si compie. L’essenziale non è nel raccolto, l’essenziale è nella semina, nel rischio, nelle lacrime. La speranza non è nel riso e nella pienezza. La speranza è nelle lacrime, nel rischio e nel loro silenzio” (André Neher, L’esilio della parola).

Auguri carissime e carissimi amici, colmi di speranza!

Antonio Finazzi Agrò, Presidente, e la comunità tutta de La Nuova Arca