Monthly Archives: febbraio 2016

-2 giorni: inaugurazione de Il Cammino alle porte

rosella-488-2Carissime e carissimi, siamo proprio pronti. Stiamo agli ultimi preparativi finali per l’inaugurazione del Progetto Il Cammino: tutto il gruppo è al lavoro perché il 30 aprile sia una giornata bella, piena, partecipata, festosa e densa di speranza. Non mancate!

Vi ricordiamo il programma:

  • Ore 15.00: Inaugurazione del progetto e della Casa de Il Cammino e benedizione comunitaria del Vescovo ausiliare del settore sud della Diocesi di Roma mons. Paolo Lojudice
  • Ore 16:00: Tavola rotonda con esperti. L’economista e saggista Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia di “Tor Vergata”, ci aiuterà a riflettere sulla dimensione relazionale dell’economia; il saggista, filosofo e teorico dell’Agricoltura sociale Alfonso Pascale ci aiuterà a riflettere sulle connessioni tra agricoltura sociale, tutela dell’ambiente e cultura solidale e inclusiva; il saggista ed esperto di problemi e politiche sociali e di educazione non formale Martino Rebonato ci aiuterà a riflettere sull’essenza della solidarietà sociale, da ricollocare da agire morale ad agire sociale, come tale connaturato al cittadino.
  • Ore 18:00: Festa comunitaria, con stand gastronomici bio dei nostri prodotti e degli amici della nostra rete di agricoltura biologica e sociale.

Qui i dettagli sulla giornata di inaugurazione e sul Progetto.

Pasta con fave e zucchine

Pasta-con-fave-e-zucchineFave e zucchine si ritrovano spesso associati per formare gustosi condimenti di paste secche o ripiene, nonché calde minestre. Oggi combineremo questi 2 ingredienti per formare una cremina con cui condire un bel piatto di spaghetti.

INGREDIENTI (PER DUE PERSONE):

  • 2 cipolle fresche
  • 50 ml di olio extravergine d’oliva
  • 150 gr di fave sgranate
  • 2 zucchine
  • 300 gr di pasta
  • 1 mazzetto di basilico
  • Sale
  • Pepe

PREPARAZIONE

Lavare le fave, che sono state previamente sgranate e lessarle in un po’ di acqua bollente salata. Appena risultano tenere, scolarle.
Lavare e spuntare anche le zucchine ed affettarle a piccole rondelle.
A questo punto, rosolare la cipolla fresca in una casseruola con l’olio e, appena imbionditi, unirvi le fave e le zucchine.
Regolare di sale e di pepe e lasciare cuocere per una decina di minuti a fiamma media.
Nel frattempo, cuocere al dente la pasta e, a cottura ultimata, condirla con il sugo di fave e zucchine.
Spezzettare le foglie di basilico ben lavate per profumare il piatto e servire in tavola, condire con parmigiano se gradito!

NOTA:

Si può aggiungere della pancetta tagliata a dadini da rosolare nella casseruola con i cipollotti e le zucchine per rendere il piatto più saporito.

Pasta di farro con basilico

Ingredienti (per 4 persone)PASTA DI FARRO CON BASILICO
Pasta penne o sedanini di farro – 400 gr
Basilico – 100 gr
Pinoli – 1 cucchiaio da cucina
Pecorino – 2 cucchiai da cucina
Parmigiano – 6 cucchiai da cucina
Olio extravergine d’oliva – mezzo bicchiere
Sale

Procedimento
Mettere a bollire l’acqua e salarla appena bolle, aggiungere la pasta al farro.
Preparare il pesto: lavare il basilico e aggiungere un pizzico di sale grosso nel mortaio, pestare un po’ e aggiungere i pinoli. Quando si è ben amalgamato aggiungere i formaggi un po’ per volta e abbondante olio.
Scolare la pasta e condirla col pesto e una spolverata di grana.

Nota: Usare la pasta al farro dona un sapore grezzo ed unico che si sposa perfettamente al pesto.
A piacere, si possono sostituire i pinoli con noci.

Buona Pasqua: incontrarsi lì…

Cari amici,
credo che l’attesa di questa Pasqua ci porti più che mai lontani dai lustrini sfavillanti e dalle immagini patinate di copertura a cui il nostro tempo ci ha abituati per portarci piuttosto, direttamente e violentemente, ai piedi di una croce dove un uomo innocente, trafitto dall’odio, muore. Un luogo dove la solidarietà e la pietà hanno lasciato il campo alla paura ed alla barbarie, dove l’accattivante Dio assicurazione, sicurezza e potere ha lasciato il campo ad un Dio fragile e vulnerabile che sembra soccombere, con noi, di fronte a tanto scempio.

Io questa volta voglio andarci ai piedi di questa croce; non voglio ancora fuggire il mio tempo, voglio vincere quella paura che ci ha portato alla solitudine ed all’odio e vorrei tanto che ci trovassimo tutti lì. Perché credo che una strada che dall’odio porta all’amore esiste, è dentro la nostra natura, si tratta di partire alla ricerca, né lontana né solitaria, ma vicina, interiore e comunitaria. Avverto un bisogno vitale di percorrere questa strada. Se questo percorso passa da quella croce voglio andare, non voglio far finta che la morte, l’odio ed il dolore non esistano, sono dentro di me piuttosto, ma voglio incontrare chi ha saputo trasformarli in vita, amore e gioia ed andare a scuola da Lui.

Il mio augurio e desiderio è quello di trovarci lì in tanti, amando anche quelli che non riusciranno ad esserci, fiduciosi che quel tempo verrà o è già venuto. Ci vediamo lì.
Buona Pasqua!

Salvatore

Cavolo, verza e cipolla

Cavolo-cappuccio-e-cipolla-orizzontale-blog-kgyourIngredienti:
1 cavolo verza
400 gr. cipolle bianche
1/2 bicchiere di vino bianco secco
olio extravergine d’oliva q.b.
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Togliete le foglie più esterne della verza, tagliatela in 4, passatela sotto l’acqua corrente e togliete la parte dura centrale. Tagliate il cavolo molto sottile per il senso della larghezza.Mettete le striscioline di cavolo in un colino e sciacquate di nuovo bene sotto l’acqua corrente. Sbucciate la cipolla, tagliatela a metà e affettate anche questa molto sottile.
Mettete un filo d’olio in padella abbastanza grande da contenere il cavolo. Fate scaldare bene e aggiungete la cipolla. Mescolate con un cucchiaio di legno e fate cuocere per un minuto a fuoco alto, mescolandole spesso e facendo attenzione a non farle bruciare. Sfumate con il vino bianco, fate evaporare l’alcool e poi aggiungete il cavolo. Mescolate bene, insaporite con sale e una bella macinata abbondante di pepe e mescolate di nuovo.
Fate cuocere a fiamma alta e senza coperchio, girando spesso e aggiungendo poca acqua o brodo di verdure solo se e quando strettamente necessario. Il vostro contorno sarà pronto quando il cavolo e la cipolla saranno belli morbidi, ma ancora consistenti. Ci vorranno circa 15-20 minuti a seconda di quanto ne state cuocendo e da quanto sottile l’avete tagliato.

Il vostro contorno di Cavolo verza e cipolla è pronto.

Inclusa Te: per un welfare relazionale

DSC_0383Carissime e carissimi amici,
il giorno dell’inaugurazione del nostro progetto “Il Cammino” si avvicina: 30 aprile 2016. Prendete nota! Vi abbiamo raccontato qualche settimana fa del nostro progetto, di come è nato, dei suoi obiettivi. Il Cammino è un’iniziativa completamente nuova, e forse senza precedenti, perché integra in un bellissimo contesto che abbiamo acquisito in locazione a dicembre tutte le linee di forza della nostra missione: l’accoglienza verso le donne coi loro figli in situazione di svantaggio e difficoltà, l’accompagnamento all’autonomia, la ricerca della dignità che solo il lavoro assicura, l’impresa sociale all’intersezione tra agricoltura sociale, tutela dell’ambiente e inclusione per tutti, l’integrazione in filiera tra operatori imprenditori e clienti, protagonisti di una nuova economia diversa e migliore perché orientata a distribuire valore a tutti e a non depauperare i fattori della produzione, le persone e l’ambiente anzitutto, ma a difenderli e farli crescere in direzione del bene comune.

Bene, Il Cammino sarà tutto questo: è già da febbraio un servizio di alloggio e accompagnamento all’autonomia per donne e nuclei mamma bambino in situazione di vulnerabilità sociale, sarà un’impresa sociale in integrazione con la nostra agricoltura biologica e di altri operatori che lavoreranno in filiera insieme a noi per la trasformazione del prodotto in conserve e semilavorati di “quarta gamma” certificati bio, sarà un Agrishop per la commercializzazione dei prodotti bio solidali, anzi per l’alleanza etica e civile tra produttori e clienti dell’agricoltura sociale.

Ma questa realizzazione concreta, per quanto bella, rischierebbe di essere poco più di un’esperienza testimoniale, in grado di spostare poco delle dinamiche economiche ordinarie se non si sforzasse di aderire e promuovere un grande movimento civile e culturale, che oggi attraversa tutta la Terra. Ci siamo profondamente riconosciuti nell’ Enciclica Laudato Si di Papa Francesco, proprio per il suo afflato planetario, per la diagnosi acuta e coraggiosa di generale insostenibilità del presente ed esigenza di cambiamento, per il suo sforzo di tracciare un sentiero percorribile da tutti gli uomini e le donne in cammino, dentro e fuori il Cattolicesimo. Ecco perché inaugureremo il nostro progetto, oltre che con una festa comunitaria, con una Tavola rotonda dal titolo “Inclusa Te: Per un welfare relazionale”. Parteciperanno alla Tavola rotonda alcuni esperti che ci aiuteranno a chiarire meglio la portata reale della nostra proposta:

  • L’economista e saggista Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia di “Tor Vergata”, Presidente del Comitato Etico di Banca Etica e direttore di www.benecomune.net, ci aiuterà a riflettere sulla dimensione relazionale dell’economia, cioè sulla sua dimensione intrinsecamente orientata alla felicità e al bene comune: un approccio produttivo in grado di dire “Tu” all’ambiente, al Creato e alle persone con cui realizza le proprie operazioni (lavoratori, “azionisti”, clienti, ecc.) e quindi transattivo nei suoi processi produttivi.
  • Il saggista, filosofo e teorico dell’Agricoltura sociale Alfonso Pascale, già presidente della Rete Fattorie Sociali e attuale presidente del CeSLAM (Centro Sviluppo Locale in Ambiti Metropolitani), ci aiuterà a riflettere sulle connessioni tra agricoltura sociale, tutela dell’ambiente e cultura solidale e inclusiva.
  • Il saggista ed esperto di problemi e politiche sociali e di educazione non formale Martino Rebonato, già direttore di progetti di cooperazione internazionale dell’ONU, formatore e collaboratore di enti locali, università e organizzazioni private. Ci aiuterà a riflettere sull’essenza della solidarietà sociale, da ricollocare da agire morale ad agire sociale, come tale connaturato al cittadino. Non una virtù esclusiva, ma un agire per una vita buona di cui tutti hanno bisogno.

Allora, vi siete segnati la data?

In Cammino verso l'Agricoltura sociale

DSC_0557Mercoledì 13 aprile, in preparazione della Festa di inaugurazione del progetto Il Cammino, la comunità de La Nuova Arca si è riunita per riflettere e sviluppare la propria visione sui temi della Tavola Rotonda “Inclusa Te” con cui apriremo l’inaugurazione: Economia civile e generativa, Welfare relazionale, Agricoltura sociale.

Volentieri condividiamo con voi gli spunti di partenza della nostra riflessione comunitaria:

Che senso e che valore ha per noi l’agricoltura sociale? Ricorriamo a questa tipologia di impresa solo strumentalmente, in quanto il suo oggetto è accessibile a persone meno qualificate, meno formate, meno “dotate” a cui dare “un po’ di lavoro”, o piuttosto l’ambiente naturale e la sua cura sono un luogo non casuale e non accessorio di socialità e inclusione? Che senso ha per noi fare “agricoltura urbana”?

L’agricoltura sociale è per noi, o almeno è stata finora nella nostra visione, anzitutto un “modo di produzione”. Cioè un’operazione economica caratterizzata da un indice di interdipendenza di tutti i suoi fattori – terra e materie prime, lavoratori, fornitori, clienti e mercato – molto più elevata, forse imparagonabilmente più elevata che in altri distretti. Lo sappiamo bene, anche per gli aspetti più impoetici che tutto questo ha prodotto e produce: elevato stress delle risorse interne, inefficienze economiche, persino conflittualità. Ma insieme la costruzione di un valore sociale che è il prodotto di tutti questi fattori, e non la loro semplice sommatoria. Nel suo piccolo, un modello inestimabile di reciprocità economica, che deve la sua inefficienza essenzialmente alla via lunga da percorrere, perché tutte la parti si scoprano effettivamente in interdipendenza tra loro. L’agricoltore, e forse solo il “piccolo” agricoltore, sa ad intuito quanto tutto è intimamente interconnesso nella produzione dei suoi beni: la cura amorevole dell’orto, l’andamento della stagione, il rispetto della terra e dei ritmi della natura. E sa che paga sconvolgimenti che lui non ha provocato, sia nella produzione che nei meccanismi di vendita.

Ora, anche a voler tralasciare le dimensioni pedagogiche di questa cura per tutti i nostri “beneficiari”, bisognosi proprio di riconciliarsi con un “potere avere cura” oltre che essere curati da altri, è proprio questo modo di produzione così interdipendente tra tutti noi, con gli altri produttori e con i nostri GAS che continua ad attrarci. Ci attrae la visione della filiera, dell’alleanza etica con altri produttori, l’idea di installare “beni comuni” (il laboratorio e l’Agrishop), l’idea cara a don Milani che

Il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia” (Lettera a una Professoressa).

E ci attrae la prospettiva secondo la quale un modo di produzione quale l’agricoltura sociale e biologica, che abbiamo scelta, svolta insieme ad altri possa sottendere a un modello di organizzazione sociale basato sulla relazione, la reciprocità e l’interdipendenza. Con realismo, senza vagheggiamenti e rimpianti pasoliniani o rigurgiti antimoderni, ma anche senza sottovalutazione di quel tanto di sovversivo che questo modello economico imprenditoriale può portare con sé per il vivere civile. Cioè non solo per i “beneficiari”, ma per tutti i “portatori di interesse” del processo economico produttivo che ci contraddistingue e ci contraddistinguerà.

Contorno fave, piselli e carciofi

Contorno fave piselli e carciofiimage001 (1)
Questo piatto prevede l’utilizzo di fave e piselli: teneri e nutrienti legumi che in questo periodo si trovano in grandi quantità nel nostro orto con il loro sapore delicato e il profumo tipico. Ricchi di importanti sostanze nutritive sono la base di una corretta alimentazione, con il giusto apporto di sali minerali come il ferro e di proteine. Con l’aggiunta di carciofi si ottiene un piatto perfetto per tutta la famiglia!

Ingredienti per 4 persone
1 kg di fave fresche
1kg di piselli freschi
8 carciofi freschi
1/2 bicchiere di vino bianco
500ml di brodo vegetale
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
prezzemolo fresco
sale
pepe nero macinato
olio extra vergine di oliva

Preparazione
Pulite i carciofi eliminando le foglie dure e i barbigli interni, tagliateli a fettine e metteteli a bagno in acqua e aceto per 30 min. circa. Sgusciate le fave, lavate e scolate i piselli.
In una padella o in una casseruola abbastanza capiente rosolate la cipolla tagliata fine con l’aglio, aggiungete i carciofi e i legumi, sfumate con il vino bianco e insaporite con il brodo di verdure. Portate a cottura le verdure. Regolate di sale e pepe e spolverate di prezzemolo tritato fresco prima di servire.